sabato 9 novembre 2013

Alla fine, cosa cambia?

Non sono uno scrittore, anche se letteralmente potrei definirmici nell'atto di scrivere, quindi non so quel che verrà fuori, so solo che dopo tanto tempo forse ho voglia di scrivere, voglia di sfogarmi, voglia di piangermi addosso, voglia di giustificarmi, voglia di distinguermi, voglia di emergere. Come sempre. Non mi sento monotono, semplicemente incompreso. Voglio far leggere a te questo solo perché so che forse puoi capire, perché so che ti piace riempirmi di complimenti, perché qualche riga per te non sarà una confessione d'amore, ma una richiesta d'aiuto, al massimo. Il post non nasce come "lettera a te", ma mentre ho iniziato a scrivere ti ho pensato e quindi ti dedico questo spazio. Per gli altri che leggeranno non cambierà nulla, magari potreste imparare anche voi a conoscermi per più di quel che sembro, di quel che gli altri vogliono sempre farmi sembrare.

Sto ascoltando una canzone, che potrebbe risultare odiosa per il genere, per il cantante, per il video, ma mi auguro non per il testo (tranquilli non tirerò fuori qualche pezzo di Britney spacciandolo per "la canzone della mia vita" come fa quel bono su fb che magari è un cretino e io che ancora lo adoro solo per due minchiate che sa scrivere e le foto col suo cane simil-malaticcio). Certo non è una canzone di Lucio Battisti, De André, non è una poesia, ma racconta in molte parti quel che sento io troppo spesso. Forse sentirsi pedine di un gioco crudele che non si riesce a giostrare non significa per forza che si sia nel giusto. Ma cos'è il giusto? O lo sbagliato? Penso spesso che tutto sia relativo (sì, ora vi scrivo il titolo della canzone, anzi, ve la posto proprio qui sotto),



che le poche azioni da non doversi permettere di compiere siano solo il procurare forte dolore, uccidere, uccidersi... la rovina insomma. Se poi ci si aggiunga l'ingrediente del volersi bene non ci si dovrebbe rovinare in nessun modo. Io non ci riesco, anzi, sono proprio esperto nel mettermi i bastoni fra le ruote (?). La mente guida tutto, conduce a troppi fermi che non riesco a "smuovere".
La canzone mi rispecchia, come magari rispecchia molti altri, proprio perché l'intenzione parte come buona, positiva, ottimista. Ma guardate cosa ne è rimasto delle mie buone intenzioni, guardate come si rimane sempre fregati, incolpati, pieni di dolore, quando qualcun altro recita per noi la parte del sofferente, macchiandoci di insulti e menzogne che la massa riconosce e alimenta.
Sono solo stufo, non riesco più a far qualcosa perché senta il dovere di dimostrare agli altri. A me ho già dimostrato molto, tenendomi in vita. Apparirà drammatico, tragico, ma è così.
Sono stato al popstarz ieri notte, sono stato mediamente bene, ma ero con una persona con cui purtroppo proprio non mi riesco a trovare. Mi chiedo sempre quando arriverà la persona giusta, la persona per me, pur sapendo che non ci sarà. In realtà mi basterebbe ogni tanto sapere di avere qualcuno che mi comprenda: tutto ciò va aldilà del semplice fidanzatino, del compagno con cui condividere bei momenti. In realtà vorrei qualcuno che sappia capirmi, accompagnarmi, insegnarmi, guidarmi nella maniera più appropriata. Il che non implica una mia debolezza nel senso di "prendere coscienza di sé e di essere comunque un cervello a sé stante", ma solo la voglia di non vedersi frainteso, detestato senza motivo, etichettato come poco credibile, considerato una troia, criticato da quel pelato osceno che dovrebbe essere laureato (e non in medicina, ma in qualcosa che coinvolge e, si spera, travolge tutti i sensi, le menti, le anime), insultato alle spalle dalle persone che si sono considerate le più strette. In realtà mi fate tutti schifo, l'orrore che sento quando penso a chiunque supera di gran lunga la mia voglia di trovare qualcuno da non detestare o disgustare. Questo ovviamente è la conseguenza, altrimenti sarebbe facilmente motivabile il perché delle reazioni altrui nei miei confronti.

Mi sono fermato, ho ascoltato altre canzoni. Mi fermo sempre.

Cosa si fa quando si è fermi? O quando si crede di esserlo? Sembro più triste di quel che sono probabilmente. Non so cosa voglio, so solo quel che non voglio e non faccio molto per evitarlo, comunque.

Ora smetto, magari riprendo a scrivere qualcos'altro più in là.

martedì 15 ottobre 2013

Osservi persone e pensi non siano umane


Capita di scorrere la home di Facebook e di pensare che molte delle persone che, in un modo o in un altro, sono entrate in contatto con noi, virtualmente o fisicamente, non riusciamo proprio a concepirle come esistenti in base a come appaiono. Mi spiego. Non riesco a immaginarmi una vita "felice" nei loro panni, con le loro foto tristi e i loro momenti patetici spiattellati su Facebook, ma poi capisco, poi penso, poi affronto la realtà. Io sono felice? No. Io non sono triste? No. Io non sono patetico? No. Io non posso apparire come loro vengono percepiti da me? No.
Quindi sì, sono un altro dei tanti tizi tristi che compaiono nella home di qualcuno, facendolo sentire più vivo perché magari, nella sua concezione, io sono solo un poraccio patetico.


Semplicemente, non c'è motivo.


giovedì 15 agosto 2013

Confessione al suicidio

Gente che mi racconta il suo passato da drogato autolesionista e poi mi dà contro dicendo che mentre la mattina sta a fare servizi sociali io sto a casa a grattarmi le palle. Allora inizio a drogarmi? Così capisco cosa devo farmene della mia vita dopo che avrò superato il trauma...

Troppe volte c'è chi non sa come approcciarsi alle persone: tentare di spronare qualcuno smerdandolo è segno di una psicologia così debole che non motiverebbe neanche un bambino di 7 anni. Bisogna saper ammettere quel che si può migliorare di sé, per sé e per gli altri. Il discorso era nato dal saper amarsi/amare. Degenerato in insulti e sentenze senza conoscersi. Si potranno leggere anche verità, ma ognuno ha il suo percorso e cercare di spingere l'altro senza conoscerlo è un atto misero, inutile. Tra l'altro ritenendosi in grado di saper osservare sé e gli altri senza poi avere un occhio critico ma in considerazione a quella che può essere la crescita dei singoli individui. Generalizzare, etichettare senza conoscere dovrebbe essere un reato. Sono stufo delle persone che sanno solo considerarsi giudici universali di un genere cui appartengono. Anch'io ammetto di saper sbagliare e la maggior parte di quel che è emerso dalla discussione mi riguardava. La debolezza, la paura, l'attaccamento al senso comune. Tuttavia da qui a volermi marchiare come mediocre, a sputarmi in faccia che non si ha alcun rispetto di me e che sia una persona di merda che fa cagare alla gente penso ci sia un abisso. Augurarmi di togliermi la vita è troppo, "per spronare" poi, ridicolo. I più alti all'apparenza si rivelano poi i più bassi. Vorrei liberarmi di queste spoglie, ma non posso. Non per questo mi precluderei la possibilità di vivere nuove esperienze, di crescere, di capire che quel che mi sono sentito dire tanto brutalmente magari è vero, di imparare, di vivere. 

Cecco non leggerà, ma avevo voglia di vomitare quest'ultima riflessione qui, dove nessuno mi legge, ma dove sento di poter scrivere tutto. Come un debole teenager (ancora per poco) che ha ancora molto, troppo da imparare.

domenica 28 luglio 2013

Ricordo quando mia madre..

Ricordo come fosse due minuti fa quel momento in cui mia madre, durante l'estate del 2005, disse che il 2004 era stato il peggiore degli anni che avesse mai vissuto, non ricordo perché, in realtà eravamo ancora una famiglia e io l'ho sempre ricordato un pessimo anno per questo, somatizzavo lo stress di mia madre. Forse si stavano creando le basi per lo sfacelo del 2007-2008. Comunque per me dal 2008 ogni anno è stato peggiore di quello precedente, fino ad oggi, che mi rivedo e capisco quanto possa essere cresciuto. Considerando gli eventi passati direi che mia madre avrebbe riso in quel momento se avesse saputo come sarebbero stati i suoi anni successivi, sicuramente se glielo chiedessi ora mi direbbe che il 2004 neanche se lo ricorda...! Volevo dire solo questo, facendo finta che io stia parlando e non scrivendo. Ciao, vaffanculo.


giovedì 18 luglio 2013

Abbiamo il diritto, a volte la necessità, di sentirci deboli.

Di solito resisto, non mi lascio abbattere dalla "solitudine". Oggi, però, avrei bisogno di silenzio, di comprensione, di un abbraccio da parte di qualcuno che non esiste o che, comunque, non ho ancora incontrato. Oggi vorrei sentirmi amato da un ragazzo, vorrei potermi stringere a qualcuno, nonostante il caldo, per poter ricevere quel calore interiore che eguaglierebbe l'esteriore. Perché dentro sono freddo, sterile, amaro. Penso che certi pensieri si limitino ad una cerchia troppo estesa che definisco "coattelli/truzzi/cretini/2enni", ma in realtà ora mi sento come in bisogno di ricevere quell'amore che non so neanche se esista. Ho voglia di vivere una favola che si tramuti come al solito in dispiacere, ma comunque favola. Non ho mai avuto nessuno accanto, mai sperimentato anche la semplice esperienza di uscire, passeggiare, mangiare, ridere, persino discutere, con qualcuno che fosse "mio".
Sono abituato a stare da solo, anzi, quando mi si presenta l'occasione di poter iniziare qualcosa di più impegnativo, ma molto più soddisfacente (credo), mi tiro indietro, mi accorgo dei difetti (per me) che ho già individuato nell'altro e mi dico: "Se già ne hai trovato i difetti e non sei estasiato anche da quelli tanto da quasi adorarli, ne vale la pena?".
Mi propongo continuamente di nutrirmi di tutto ciò che possa sperimentare in determinate, svariate circostanze, ma quel che sperimentano (soggettivamente, immagino) quasi tutti coloro che mi circondano, io non posso averlo. Perché non ci riesco, perché è così e basta, perché non devo dover dare spiegazioni, ma è così. Non so lasciarmi andare in quel senso forse? Ho incontrato le persone sbagliate i primi mesi che mi sono affacciato a questa realtà? Ho il timore di concedermi con chi non penso sia interessato? ma poi non voglio concedermi una seconda volta? 

Io non volevo tutto questo per me e, prima che pensiate che basti essere forti e "combattere", non c'è nulla da fare. Forse solo aspettare, perché non c'è da intervenire quando si è aridi. 
Sono solo

sabato 6 luglio 2013

Perché io sono anche voi e voi, probabilmente, siete anche me.

A volte dimentico per quale motivo ho aperto questo blog, altre mi dispiace non ricordare tutto quel che penso di voler scrivere. L'intenzione era quella di potermi aprire a me stesso più che agli altri. Leggermi e comprendere dopo qualche tempo quali potessero essere i miei problemi reali. Ovviamente ora che mi rimetto a scrivere da ispirato devo cenare, ma eccomi di nuovo qui, preso però da "Pretty Little Liars", mi odio. Volevo scrivere molto, vedrò dopo.
In realtà mi viene da scrivere di come mi stia trattenendo, in attesa della realtà che mi aspetto a Milano. La mia è una delusione generale, ma non mi va di affrontare la questione, semplicemente non ho voglia di far nulla perché non ho fiducia, né speranza. Direi che l'unica soluzione che vedo consiste nello spostarmi da qui e nello scoprire, una volta che starò da solo, cosa può aspettarmi.

sabato 22 giugno 2013

Non volere, ma non sapere

Non voglio ridurmi come quei poveretti che da più grandi caricano dovunque foto di anni passati senza farsene di nuove per la paura di non piacere più. Non riesco a trovare qualcuno che mi ispiri più di un incontro, ma tra qualche anno sarò meno desiderabile e chi avrò? Aldilà del saper stare da soli, quel che intendo è che non ho mai avuto nessuno e penso mi dispiacerà se anche a 30 anni sarà ancora così. Le esperienze vanno vissute tutte, anche se spesso si interrompono, le interrompo.


Sì, sto ascoltando Lana, per questo penso a simili questioni.

FB

giovedì 13 giugno 2013

Carne, terra e sangue


Volevo scrivere della carne, della terra e dell'inferno che temo di aver provato giorni fa. Mi sono svegliato stanco, con una strana carenza. Non riuscivo a pensare molto, spossato dal caldo, dall'esistenza. Inerme contro l'unico sonaglio devastante nella mia psiche: il suicidio. Non volevo morire, ma lo contemplavo. Lo sconosciuto è un amico che non si è ancora incontrato. Così ho deciso, per istinto di sopravvivenza, di dormire per tutto il fottuto resto di quella giornata immonda. In casa le persone mi si sono allontanate d'istinto. Solitamente avrei ricevuto mille sollecitazioni ad alzarmi. No, o forse non ricordo, comunque no. Ricordo solo di essermi alzato per fare colazione e, dopo averla digerita, di essermi ricoricato, per me. Percepivo la gravità intensificata, il mio viso premere sul cuscino quattro volte l'usuale. La pressione delle coperte affaticarmi il respiro, il cuore tachicardico accelerare e le gambe intenzionate a spezzarsi, come rami calpestati. Non riuscivo a dormire, non sono riuscito a dormire. Forse solo parte del pomeriggio.
                Risuonava in me quel che definirei un canto satanico, una poesia ancestrale e complessa. Armonica ma Sinistra: un rito. Riuscivo a proiettarmi in qualche antro reso caldo e secco da fiamme, luce quasi artificiale tanto lontano da quella naturale del Sole. Io assunta la stessa posizione che avevo a letto, sentivo la guancia piatta sulla roccia, tanto da poter far scorrere i denti attraverso di questa, percependo il terreno caldo in superficie, ma gelido in profondo. Non saprei come descrivere altrimenti quelle terre insidiose, per me che ero solo, abbandonato ad una cantilena lugubre accompagnata da vibrati molto bassi. I colori erano quelli della pelle, del sangue, delle feci. Lo strato pietroso, le fiamme con i loro riflessi e le loro ombre. La mia, visibile solo a me, vicina. La paura mancava. Mi sentivo drogato da quella perversa situazione così fisica. L'ho vissuta e non mi capacito di realizzarlo, tremavo io tremavo la terra. Un battito imprimeva di più il mio involucro al terreno. La forza anche mancava, le percezioni alterate non disturbavano il gioco di cui ho fatto parte. La nozione del tempo interrotta. La pressione su di me non dispiaceva al mio fisico. Quel coro nero, però. Quella poesia oscura che celava l'origine. Mi ha turbato. La mia fossa.


Vorrei poter scrivere un libro così, una droga per i sensi, una poesia dal fascino perverso e magnetico. Una concentrazione di carisma vocale e terminologico. Un'ipnosi che assuefa.

venerdì 24 maggio 2013

Conciso, forse banale, ma ispirato e spontaneo


Ti rendi conto di quanto poco valga la Firma solo quando puoi notare su una bancarella di qualche mercatino degli occhiali da sole simili al modello Carrera Champion, a quel punto realizzi che non li compreresti neanche a 2 € perché non ti piacciono. Così capisci che quando vedi un qualsiasi capo d'abbigliamento non dovresti mai pensare "è Prada!", se non ti piace davvero, se non suscita in te quell'innata voglia di pensare ai miliardi di abbinamenti che faresti. 

Mi sento molto Rebecca Bloomwood, come sempre.


sabato 30 marzo 2013

Luce che filtra

Sto qui, alle 3:20 del mattino a pensare che non devo preoccuparmi di mia madre che entra in camera dicendomi che è tardi, che sono matto, che sto scherzando a essere sveglio a quest'ora, perché ha visto la luce filtrare da sotto la porta della mia camera... Ah no, della camera mia e di mia sorella. Sono lontano e sto meglio, mi manca la fisicità di un abbraccio puro come quello che potrei dare solo a mia madre, ma non per fare il mammone, sarebbe il secondo post in cui concentro l'attenzione sul mio amore per lei. Semplicemente pensavo che qui sto fermo, tra l'altro anche solo a casa fino a lunedì sera. Posso vivere 3 giorni come se fossi proiettato in un futuro in cui sono io a dovermi pagare l'affitto e altro. Per ora non è così, ma potrebbe andare bien e io trovare un lavoro che mi farebbe sentire socialmente realizzato. Che poi... perché ho caldo? 


Adoro questa canzone. Oggi.

giovedì 28 marzo 2013

L'unica stella che ho sei tu

Spesso si viene fraintesi, le parole hanno ancora un peso per me. I tempi cambiano e ormai anche quel che scrivi, seppur non di fronte, ferisce. Spesso quando si scrive "mi hai ferito davvero" o "mi hai deluso", "non me lo sarei aspettato", "non riesco a crederci"... la reazione è indifferente, nessuno si mette a riflettere leggendo o ascoltando certe espressioni, magari durante una discussione. Io riesco ancora a sentirmi ferito, a sentirmi debole perché ho bisogno della fiducia degli altri... Nel frattempo ho pranzato e non riesco neanche a rileggere. Ascolto Joy di Ellie e mi fa piangere dentro, per tutte le ingiustizie, i limiti mentali, gli schemi psichici delle persone che mi circondano, che non accettano il fatto che io accetti i miei e li riconosca, e li plasmi e modelli e li cambi per evolvermi, in continuo cambiamento. Fuori da tutto, sì. Anche se connesso spesso su Facebook. Mi mettete una tristezza immensa, perché non sapete davvero usare quel che avete, non riuscite a provare a immaginare la visione altrui. Io lo faccio sempre, l'empatia non è una caratteristica che mi riconosco solo io: persone eclettiche, poliedriche, magnetiche e più che introversamente carismatiche sono riuscite a riconoscermi questa perfetta dote. Non sono uno di quelli che si fa complimenti (meritati) per sentirsi meglio e far capire che lo è. So solo che risulterebbe patetico scrivere "vi faccio il culo a tutti", perché anche se è così, ognuno ha un suo percorso, una sua via e io non sono arrivato alla fine. Riesco a individuare le vostre, al contrario di voi che state guidando guardando solo dritto e non avendo la minima cura delle strade che s'intrecciano alle vostre. Miseri umani. Quanto ancora dovrò sopportarvi? Quanta pena mi è riservata, Cristo?


Mia madre mi chiede come vada e mi augura una buona giornata. Le rispondo che non lo è stata e non lo sarà, ma che ormai la mia unica stella è lei, che non ho più nessuno con cui sfogarmi o che abbia un legame stretto al punto di ascoltare, ascoltare, ascoltare... Ho più occhi, per quello guido bene, riesco anche a guardare il cielo, ma l'unica stella, l'unica stella che ho sei tu.

lunedì 18 marzo 2013

Non credevo di essere così debole

Niente, non funziona. Non sono così preso, ma per principio vorrei capire perché non dovremmo continuare a vederci. Non posso spegnerlo, non è amore o cotta o altro, è orgoglio e un pizzico di affetto che provo per quel tipo che sembra un po' Frankenstein. Tra l'altro non ha ancora visualizzato quel che gli ho scritto su Facebook, però ha messo "Mi piace" a una pagina che sicuramente ha scoperto grazie a me: un negozio online che ho pubblicizzato in giornata. Quindi ha anche riletto il mio nome in qualche modo... e non ha pensato di contattarmi.

Vi lascio con questa che è bella, rilassante e nuova.



domenica 17 marzo 2013

Realtà distorta: DIFESA. Controversy, Problem [Natalia Kills]

Mi sento carico, carico di un'energia che emerge solo quando cado nella peggiore delle sensazioni. Quella che ora non saprei descrivere, perché l'ho spenta. Se avete presente quel telefilm di vampiri (The Vampire Diaries) e l'avete mai visto in lingua originale, saprete cosa intendono per "turn it off", be' quando la mia anima deve difendersi dai castelli di sabbia costruiti che iniziano a sfaldarsi reagisce così. In sunto divento una stronza, al femminile perché fa figo, no? No. Comunque altero la percezione che ho della realtà e non sento più nulla. Prevalgono la brama sessuale, la spontaneità eccelsa, la perversione massima. In quel momento in cui per difesa mi ritrovo così, i miei occhi si spengono, la pelle del volto si tende, la schiena s'inarca e un ghigno appare: dentro e fuori. Il trash e l'apparenza non contano, sono solo spontaneo e l'istinto mi guida. L'alternativa sarebbe il suicidio, quindi suppongo qualcosa di più istintivo non possa esistere e tutti gli altri, be', si rivelano per quel che effettivamente sono vicino a me: merda. Non esigo nulla e non concedo alla mia anima di trasparire, mi richiudo. Mi è capitato solo una volta a Roma e ora a Milano, per iniziare al massimo, direi. Una difesa necessaria.


Natalia Kills mi ha risvegliato, ieri notte, dopo ore passate ad affliggermi lacrimando e torturandomi psicologicamente per varie circostanze. Passare circa 20 ore di seguito con la stessa persona, vivendo la sua routine e poi capire di doversi staccare un attimo per realizzare chi si è fa sempre male. Se fossi rimasto sarei entrato in quel giro? Non lo so, sarà che mi faccio anche troppi problemi, ma appunto, non sono nella condizione di esprimere cosa abbia provato prima. Ormai è solo dopo. 

venerdì 15 marzo 2013

Tutto e subito

Coerenza: o tutto o niente. Se mi dai il pisello, mi prendo anche il cuore.


Pianto e Libertà

Ascolto questa nuova canzone di Neon Hitch e spero chi leggerà andrà avanti fino alla fine, senza fermarsi per generi musicali discordanti.


Ho le lacrime agli occhi, ma non piango. Farei rumore e lo noterebbe l'amico che mi ospita qui a Milano.
Volevo cambiare aria, come ormai ho scritto molte volte. Volevo stare da solo, trovare pace, imparare a lasciarmi andare, ma... c'è sempre questo famigerato "ma". Il "ma" sono io, il "ma" che non conosco neanche io. Mi sento umiliato da quest'esistenza e non trovo soluzione a questo disagio. Si penserebbe a psicologi o altro, ma i problemi non penso si risolverebbero. Né io cambierei per poterli risolvere. Non sono neanche veri e propri problemi. Sono arrivato qui 3 giorni fa e ho passato le ultime 24 ore con sconosciuti (ragazzi giovani e tranquillissimi), ma comunque sconosciuti, per entrare (per la prima volta in vita mia) in un locale gay con serata a tema e simili. 
Il ritornello mi commuove, quell'urlo sembra così libero e una frase della canzone lo rispetta perfettamente.
Mi sento sempre così esterno a tutto, mi sono adeguato e già ho conosciuto persone nuove. Non sono mai stato di quei disadattati che non sanno socializzare o altro, semplicemente ho imparato a selezionare, per il mio bene prima di tutti. Tuttavia ("Ma") non mi voglio bene, penso sia questo il problema. Non mi stimo e fingo di essere quel genere di ragazzo che in realtà si ama pure troppo ma non lo dà a vedere disprezzandosi, e invece è così. Non mi sopporto, non sopporto le situazioni in cui mi ritrovo coinvolto. Non so bene perché.
Ho conosciuto questo ragazzo che mi ha voluto far inserire in questo gruppo di suoi amici, adorabili, davvero. Solo che una volta entrati nel locale conosceva tutti (giustamente frequentando spesso discoteche e pub vari) e io mi sono sentito strano... Era una sorta di sverginamento emotivo, non so come spiegarlo, ne sono rimasto quasi deluso. Avrei voluto conoscerlo bene, prima di frequentare locali o altri suoi amici, ma penso non siano queste le sue intenzioni, abbiamo "dovuto" dormire nello stesso letto questa notte e ovviamente c'è stato qualcosa, essendo tornati alle 4 di notte a casa di questi suoi amici. Sono stato bene, MA non capisco cosa sia questo freno, avrei voluto un altro tipo di persona con cui iniziare? No, non credo. Mi sono trovato bene, "ma" penso questa resterà un'amicizia, senza fare la Cassandra della situazione, non so.
Voglio solo tranquillità... e qui mi interrompo perché ho fatto altro nel frattempo.

giovedì 7 marzo 2013

A mamma: "Mi piace la mia ombra"


Ogni volta che mi alzo dalla mia postazione e mi dirigo alla porta, la luce proietta su di essa la mia ombra, e mi piace. Troppo spesso disprezzo il mio riflesso, ma la mia ombra no: è un qualcosa di ancora più semplice che nessuno giudicherebbe. L'ombra di un ciccione che s'ingozza da McDonald's non ti disgusterà mai quanto il soggetto in carne e... carne. Non ho nulla contro i ciccioni eh, ma contro quelli che si ostinano a riempirsi di merda, sì. Io giudico anche le ombre, giudico più nel senso che le individuo e identifico come esistenti. 


domenica 3 marzo 2013

Le "cose" non stanno bene o male, stanno.

  Guardando questo video..


Mi sono reso conto che il cantante è piuttosto bruttino per i canoni che girano ora, però veste tutto a suo modo (magari avrà anche uno stylist, che ne so), ma i vestiti sono su di lui, non è merito di altri se li veste bene o meno. Mi piace come indossi anche una maglia a maniche corte che penso tutti vedono evidenzi quant'è magro ecc ecc... Ho colto questa sorta di messaggio che magari nessuno vorrebbe cogliere e che, probabilmente, al diretto interessato farebbe ridere.
Detto (Scritto*) questo, continuerò tutta la vita a dire agli altri "Ma sì, ti sta bene!" / "Uhm, non ti sta proprio una favola"...
Stanco.

lunedì 25 febbraio 2013

Non ho molto da scrivere, solo che genuinamente ho ricordato che da piccolo preferivo le scarpe col velcro, per pigrizia :) Ora direi di NO.
Un bacio (?), vi lascio con questa trovatona di oggi, magnifica.



Ripristino Samsung Galaxy S Advance


Mi sono rotto il cazzo. Il Play Store ha dato problemi per molti giorni e io impanicato e ignorante ho cercato su forum vari e siti per risolvere, credendo fosse un problema di connessione, caches e altro. Alla fine ho ripristinato preso dall'urto più totale porco il pene e be', non ho risolto una minchia.
Vaffanculo. Avevo tutte le note con i miei sogni lucidi trascritti da appena svegliato porca troia. 

Odio tutto e tutti.

venerdì 22 febbraio 2013

E poi hai paura di psicoanalizzarti


Vedi "Noi siamo infinito" e ti riconosci nel personaggio: scrivi scrivi scrivi, ma non vivi. Riconosci la sofferenza altrui e non capisci perché, rimanendo esterno, sentendotici. Non capendo quale "zia" possa averti traumatizzato sin da piccolo, non capendone comunque il perché. Ti senti piccolo e per niente infinito, in questa sera. E poi hai paura di psicoanalizzarti, pensi nessuno ne sarebbe all'altezza. Cerchi esperienza e ricordi il curriculum della preside del liceo di Via Ripetta... Una vita di vincite, di concorsi, di esperienze, appunto. Tu sei solo e rimani solo e la svolta in cui dirai "penso di non aver più il tempo di scrivere" ti sembra lontana, troppo lontana. Lo sguardo è fisso e mamma entra per dirmi di sistemare alle 23:54, perché domani viene Dario e vogliamo fare un dolce. Mentre piangi guardando tutto il film, non solo la fine, non sai a chi pensare e ora che scrivi riinizi a lacrimare, perché non sai chi chiamare, a chi mandare un "SOS" stile "Pretty Little Liars", perché ognuno è preso da altro, ma nessuno davvero da te. Tua sorella ti ha detto una volta che hai compiuto queste scelte per "bisogno di attenzioni", ma tu sai che non è così e quasi sorridi. Sai che in realtà vorresti tutto diverso, non attenzioni, vorresti non essere nato e mentre lo scrivi temi che qualcuno lo legga e ti uccida credendo di farti un favore. Solo che mentre scrivi anche questo dilagamento mentale immagini che ti prenderanno per pazzo, ma ti sei già dato del pazzo paragonandoti al protagonista del film. Il problema è che non credo tutti ci si sentano, anzi forse quasi nessuno. Magari c'è la massa, la maggioranza che vede il film dall'esterno, come fosse una fiaba e l'unico momento in cui si sente coinvolta è quando si parla di gioventù, di feste, di amori random, di paure e dispiaceri. Ma non di quell'orrore, di quello sguardo d'insieme che fa rabbrividire e stranire, che ti fa assumere quella posa statica, fisicamente alterabile, ma emotivamente no. Chini la testa dall'altro lato, chiudi leggermente gli occhi, per poi riaprirli lentamente, quasi come quando ti hanno definito "gatta morta" e sorridi dentro, ma il volto non cambia, ingoi quel misto di lacrime e muco che non ti va di soffiare e smetti di scrivere.

Buonanotte

ps: e ti accorgi di avere scritto il tutto sul tuo altro blog, copia incolla, no probl

mercoledì 20 febbraio 2013

Pronto a dare tutto...


L'ho conosciuto prima di Natale. Ero cotto, eppure non è andata bene come al solito. Ho scritto un libro che doveva intitolarsi "Come al solito", ma alla fine l'ho intitolato "Imparare a pensare", non per presunzione, è solo un invito a sfaccettarsi e quindi a interpretare le svariate sfaccettature di ciò che posso averci scritto. 
Ma dai... ma chi lo leggerà mai AHAH! Comunque stavo pensando che spesso diamo del "sottone" a qualcuno che semplicemente, come me in quella situazione, è pronto a dare tutto. Lo so che non ero davvero  così ben disposto in tutti i sensi, non avrei mai sacrificato la mia vita qui a Roma o altro per questo ragazzo di Milano, però ho fatto dei piccoli sacrifici, ho preso mezzi che non sono mai stato abituato a prendere, ho stabilito orari strani a causa del suo lavoro, tutto per vederlo, qualche giorno e poi vedermi dall'esterno lì, impietrito alla fermata dell'autobus, fingendo che la cosa mi stesse bene, realizzando che in realtà dopo una settimana mi sarebbe passata. Come al solito. Così è stato infatti: adesso mi dà più al cazzo che dispiacere, pensare alle sue parole ipocrite. E non credo nel "se ci pensi ancora, significa che ti piace". NO BELLO/A DE CASA. Ce penso perché prenderò "Italo" per andarmene da 'sta città de merda e si dà il caso che il ragazzo lavori proprio per "Italo". Oh. Quanti ancora?
Quindi ci tenevo a far capire che non sempre si è sottoni, siamo deboli, siamo carne... Sogniamo sempre a occhi aperti, ma ci sappiamo svegliare. Della serie "come t'incazzi te scazzi", be' "come ti cuoci te scuoci" (accennando alle cotte). Quindi ecco, non ero sottone, magari lo sarò con qualcun'altro, ma non credo. Non voglio davvero nessuno, me ne vado a Milano e spero di trovare qualcosa di NON sentimentale che mi faccia rimanere e svagare. Buona notte. Devo alzarmi alle 8 per dare ripetizioni di inglese e ho sonno. 
Sono le 2:56, bene. Ciao.


martedì 19 febbraio 2013

CON "VOI" HO SPESO TUTTA LA MIA ETÀ


Ascoltando questa canzone, pubblicata poco fa sulla mia pagina Facebook che nessuno si caga, ho realizzato che questa donna ha raggiunto le visualizzazioni che in media ha MARINA AND THE DIAMONDS, un'artista mondiale. L'Italia è potente se lo vuole, ma soprattutto penso che per fare bene, iniziare bene, non bisogna essere dispersivi, vedete la Pausini che ora ha meno visualizzazioni di un "Emis Killah" (non so se ce va l'acca o no). Insomma, ma in che paese vivo? Ecco, mi sto perdendo io. Lo scopo del post era cercare di catturare un insegnamento e riproporlo in un mio microcosmo, magari per trovare la propria strada basta iniziare dal basso, da poco (non mi riferisco all'essere umili o la solita pippa "parti dal basso e piano piano, con tante fatiche... NO.). Probabilmente parto, parto per Milano, chi non mi conosce e, purtroppo e soprattutto, chi è stupido, minorato, ignorante e poverissimo di spirito (non sono arrabbiato, solo che mi sfogo qui per evitare di picchiare il prossimo che mi farà discorsi simili) penserà e dirà (cazzo stai zitto almeno): "Che ce vai a fare a Milano? Guarda che è uguale a Roma come situazione per cercare lavoro o altro"... e io scocciatissimo penserò e dirò (purtroppo senza essere capito e ritrovandomi la solita faccia da rincoglionito pezzente (pezzente di spirito sempre) davanti: "Guarda che non vado perché abbia chi sa che aspettative lavorative, ma proprio per (EVITARE DI RITROVARMI DI FRONTE UN COGLIONE COME TE) cambiare aria e provare a fare quel che faccio qui lì.
Aggiungo che non è rivolto a nessuno questo post, né sto pensando a qualcuno... ma, come si dice (odio tra l'altro questo detto paesano e irritante)... CONOSCO I MIEI POLLI.

Siete tutti polli

venerdì 15 febbraio 2013

Si può piangere?


Arriverà la fine, ma non sarà la fine.
Come un bel film ma che purtroppo non guarderà nessuno.
Perché sarà migliore e io sarò migliore, come un bel film che lascia tutti senza parole...
e mi son fatto rubare forse gli anni migliori dalle mie paranoie e da mille altri errori..  e conto più di un difetto.
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente.


Mi sento così stasera:
ispirato ma nostalgico, nostalgico di una vita che avrei potuto condurre, nostalgico di tante emozioni mai vissute. Nostalgico delle poche belle vissute, nostalgico della mia ambizione. 
Ancora nessuno mi ha guardato da là su né mi ha salvato.

Ecco il testo completo, pieno, pregno di vita, di lezioni. Imparate.


Chiedo scusa a chi ho tradito, e a fanculo ogni nemico 
Che io vinca o che io perda è sempre la stessa merda 
E non importa quanta gente ho visto, quanta ne ho conosciuta 
Questa vita ha conquistato me e io l'ho conquistata 
"Questa vita" ha detto mia madre "figlio mio va vissuta, 
Questa vita non guarda in faccia e in faccia al massimo sputa" 
Io mi pulisco e basta con la manica della mia giacca 
E quando qualcuno ti schiaccia devi essere il primo che attacca. 
Non ce l'ho mai fatta, ho sempre incassato, 
E sempre incazzato, fino a perdere il fiato 
Arriverà la fine, ma non sarà la fine 
E come ogni volta ad aspettare e fare mille file 
Con il tuo numero in mano e su di te un primo piano 
Come un bel film ma che purtroppo non guarderà nessuno. 
Io non lo so chi sono e mi spaventa scoprirlo, 
Guardo il mio volto allo specchio ma non saprei disegnarlo 
Come ti parlo, parlo da sempre della mia stessa vita, 
Non posso rifarlo e raccontarlo è una gran fatica. 


Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per riiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perché sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per riiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perché sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 



Non mi sembra vero e non lo è mai sembrato 
Facile, dolce perché amaro come il passato 
Tutto questo mi ha cambiato 
E mi son fatto rubare forse gli anni migliori 
Dalle mie paranoie e da mille altri errori 
Sono strano lo ammetto, e conto più di un difetto 
Ma qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto: 
"Io ti salvo stavolta, come l'ultima volta". 
Quante ne vorrei fare ma poi rimango fermo, 
Guardo la vita in foto e già è arrivato un altro inverno, 
Non cambio mai su questo mai, distruggo tutto sempre, 
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente. 


Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perchè sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 


Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perchè sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 




Seguitemi qui se volete, mi fa piacere condividere idee e conoscere il pensiero altrui,
me ne nutro.
Grazie

Gabriele

SPIATTELLARE AGLI ALTRI I CAPPERI PROPRI


Mi piace tanto, forse perché sono regale di natura, o ero un nobile. Ricordate quella parte de "Diario Di Uno Scandalo" in cui la protagonista (della quale non ricordo il nome) delinea il profilo della giovane docente bionda di cui s'è infatuata, descrivendone l'indole sfacciatamente aperta, riconoscendo questa propensione allo sfogarsi con gli sconosciuti soprattutto nelle persone "agiate". Io adoro farlo, mi risulta naturale perché spontaneo, perché sincero. Dire tutto a tutti, alla fine la vita non cambierà e io sorriderò, per sincerità :)

Ao, se ve dico in tutti i post di Facebookkarmi significa che dovete cliccare e mettere "Mi Piace", altrimenti come invado il web?

#somejoio #credici #ciaobbelli

A chi serviamo?

Oggi durante la colazione ho riflettuto come al solito sulla condizione umana, sotto il punto di vista della "condivisione", ma questa volta tendendo alla necessità, al bene e al male di avere qualcuno accanto. Pensavo che spesso riteniamo di essere poco utili a chi ci sta antipatico o con cui comunque non abbiamo un buon rapporto e di essere, invece, indispensabili per chi ci sta accanto e mostra di tenere a noi tanto quanto viceversa. Per un paradossale e contorto, ma semplicissimo, principio, però, in realtà io sono stato utile a tutti quei ragazzi che mi hanno chiamato "frocio" o che mi hanno deriso alle spalle, o che mi hanno fatto soffrire come un cane. Io più cretino di loro a soffrirne (ma come ho sempre pensato: soffro per il peso e la carica offensiva che attribuiscono alla mia condizione, non per la parola, che esprime poi un dato di fatto effettivo). Perché se non ci fossi stato, magari non avrebbero avuto quei 5 minuti di riso e sorriso. Mentre le persone che sono sempre più strette, quasi stufano... Quasi non le vorresti più perché devi condividerci i tuoi problemi e dimentichi che puoi divertirtici come con nessun altro. Anche se l'altro ieri ho letto "lo sconosciuto è un amico non ancora incontrato". Forse c'è da scrivere di più e meglio, perché non credo riuscirei ad essere amico di qualcuno che mi vuole morto solo perché mi piace il bastoncello tra le cosce. Certo così è sminuire i sentimenti, ma è per intendere che sono gay, anche perché non ho mai provato nulla che si spingesse ai confini del mio ideale (forse stereotipato) di "amore". 

Ne riparleremo, ho fatto la "pausa pranzo" (dal pc) e mi è passata l'ispirazione.

Facebokkatemi.

mercoledì 13 febbraio 2013

RESPIRO MUSICA


Ho letto come comportarsi in caso di infarto quando si è soli qui e improvvisamente (empatico e ipocondriaco come sono) ho iniziato a respirare con affanno, a bere acqua e a fare altro per distrarmi. Ora sto bene, però ho risentito un brivido e, letto lo status di Cheryl Cole su Facebook in cui apprezza il nuovo video di Rihanna "Stay", ho capito perché stavo ancora così. Ho bisogno di musica, respiro musica.

mercoledì 6 febbraio 2013

JUST GIVE ME A REASON: voglio ridere di cuore.


Oggi ho visto "Ragazze interrotte" e ho in mente  a couple of things to say (write). Ecco, non per fare il fomentato, ma ora mi sento più matto di prima. Ok che chiunque mi conosca mi chieda sempre il perché di quel che faccio e mi giudichi negativamente dicendo di volermi bene... e ok anche che mi senta dire "sei/diventerai/resterai un disadattato!" da chiunque a parte da qualcuno che compensa con un "sei speciale/bello/unico".
Il bello, però, è che NON MI INTERESSA, non voglio sentirmi il cervello occupato dalle vostre vanvere. A chi importa seriamente di ricevere verbalmente ciò che sa non essere utile né minimamente confortante? Non faccio riferimento a chi davvero parla col cuore quando mi prova a spronare ecc. ma chi? Chi?
I modi di dimostrarmi amore mi stanno stufando e, quando provo a farlo capire, mi sento dire "Non ti faccio più questo né quest'altro", come se ridurre la pressione che mi mettete tutti consistesse nel privarmi della paghetta. Ma dai. So che state pensando "chi sa che ragazzino fastidioso dev'essere questo, meno male che qualcuno prova a punirlo PER FARGLI CAPIRE".
FARMI CAPIRE COSA? Inetti, inutili, insulsi.
Abbiate senso della decenza e chiudiate quelle fognette, quei tombini.
Come sedicenti amiche che mi rivelano un bene inevitabile, certo. 
Voglio ridere, non più per cinismo o sarcasmo. Voglio ridere di cuore.

Eh be', dovreste proprio seguire i miei sfoghi schizofrenici polipolari QUI, perché mi piace gestire paginette!

domenica 3 febbraio 2013

Just give me ONE MORE NIGHT


Penso sia una delle situazioni più spiacevoli, quella in cui ti rendi conto di AVERE BISOGNO degli altri. Per sentirti apprezzato, per vivere in generale. Il mio "tutti sba(di)gliamo" dovrebbe intendere anche questo: siamo condannati a condividere con gli altri, a mischiarci in mezzo alla massa, pur non comprendendone e concependone tanti aspetti che probabilmente gli altri (dal loro mirino) non comprendono in noi. Sono MORTIFICATO. Voglio perdono da questo insulso mondicello e mi sento sempre più esterno, finirò col deprimermi sotto un ponte a pensare a tutto ciò che avrei potuto fare e che non ho fatto. C'è chi lo chiama piangersi addosso, ma io lo chiamo semplicemente lamentarsi. E DEL MONDO CI STA TAAANTISSIMO DA LAMENTARSI. Quindi io può. Io sono nato con poche convinzioni e certezze, che poi nel tempo penso siano anche diminuite, ma una resta: IO HO L'ESCLUSIVA. No matter quello che la gente possa pensare, io ho la presunzione di capire quando qualcosa saprei farla bene, quando potrei permettermi di rivolgermi a qualcuno in un certo modo, oh. Ciao. Notte

-
-

martedì 22 gennaio 2013

Sai che te dico? Che me so popo rotto i co***oni


Devo accettare il fatto di essere nato per stare da solo. L'altro giorno un ragazzo conosciuto qualche mese fa in chat mi ha provato a far aggiungere un suo amico single con cui voleva scambiassi due parole... Prima un po' esitante ma in seguito indifferente, l'ho fatto. Il problema, rivelando subito che il tutto poi è stato inutile e che questo sapevo già di non volerlo incontrare, è che l'improvvisato agente matrimoniale era uno di quei ragazzi che aggiungi su Facebook o dovunque ti capita perché SARESTI interessato, solo che non si sa come ogni mese "se stanno a frequenta' co' qualcuno". E allora mi rode anche il culo. Cazzo mi significhi? Ciao. Non ti ho voluto "conoscere" per sentirmi etichettato come il depresso cronico single "per scelta" (in questo caso davvero, visto che sono sempre gli altri a deludermi) e per poi vederti propinarmi tizi random. Ciccia. Ciao.


sabato 19 gennaio 2013

AMORE?

Cosa sia, non lo so.

Stanotte ho sognato di innamorarmi. Era un uomo moro, alto e di quelli un po' pompati come di solito mi fanno paura. Era con un suo amico in un locale simile ad un ritrovo per tifosi... e io ero lì con una delle mie amiche più strette, non ricordo quale. Ci eravamo ritrovati lì ed è stato magnifico.
Nulla da favola o romantico... Il tutto girava intorno a me che mi comportavo da gatta morta vedendo che l'ometto ricambiava. Solo che non era attrazione meramente fisica...
Sapevamo entrambi di avere di fronte la persona giusta e, senza fretta, direi che ho potuto solo godermi la fase di corteggiamento (reciproco, mentre di solito faccio la primadonna preziosa).
È stato davvero inebriante. Non racconterò le varie dinamiche. 
Che bel sogno che ho fatto.



martedì 15 gennaio 2013

PERDERE LA SPERANZA


Oggi è una giornata di merda.

Come al solito, insomma. A volte mi chiedo il perché di tutto lo schifo che mi accade e che mi circonda, mi chiedo perché pur provando a fare qualcosa per cambiarlo resti sempre tutto piatto e, anzi, peggiori. Come una spiaggia prima di un maremoto, sembra libera e piena di spazio nuovo, ma poi sopraggiungono quei 10 metri abissali che pietrificano prima di portarsi via tutto. Tutto. Vita, speranza, fiducia, rispetto, amore, cordialità, disponibilità, generosità, bontà. Non pensavo di potermi ridurre a scrivere certe frasi. Purtroppo apparirà come il solito sfogo del 19enne disoccupato senza diploma (ne esistono altri? Sì? Menomale). Sembrerà anche che io stia mettendo le mani avanti, come mi hanno sempre sconsigliato di fare... ma con voi, sinceramente, cosa pensiate ci sia da fare se non metterle davanti, anzi, staccarmele e lanciarvele! Il pianeta mi disgusta e la gente che ne fa parte ne è la causa.

Ho discusso aspramente con mia madre e il lato peggiore di tutto ciò non sta nella lite durante cui ho dovuto gettare tutto per terra e alzare i toni quasi piangendo dal nervosismo, no. Il peggio è giunto quando, spiazzato, mi sono reso conto di avere di fronte un'altra delle tante persone che non mi capiscono. Un altro atteggiamento fermo, statico, che si ripete senza mai provare davvero ad interpretare. Il problema è che nella vita non ho capito cosa voglio IO da me, ma ho sicuramente appreso cosa vorrebbero gli altri.

Il mondo non è pronto per me e ne sono sempre più convinto. F dice che il mondo non è pronto per nessuno e nessuno è pronto per il mondo in risposta, ma io non credo proprio sia così. Quando scrivo "credo" lo do per certo, perché si basa tutto sulla mia esperienza... e di cosa potrei fidarmi di più ormai? Volevo solo il mio corso, il mio stage e il mio viaggio a Londra: questi erano i progetti. Come al solito, però, qualcosa mi doveva capitare. Così tutto è svanito, nel tempo di una brevissima telefonata, per una differenza di 3000 €. Cosa sono i soldi? Pezzi di carta che l'uomo brama da quando è cosciente che esistano, che nutrono e saziano i desideri golosi di tutti: e per chi ci sopravvive mese dopo mese, e per chi vuole concedersi ogni tanto una scarpa Prada o una maglietta Horace, e per chi ci si pulisce il culo avidamente.

Non riesco a trovare la spinta iniziale e chi mi sta intorno riesce solo ad inibirmi, paralizzarmi, umiliarmi secondo il proprio punto di vista. Io resto fisso, come probabilmente resterei di fronte all'aurora boreale. Resto fisso e provo a immaginare quei miseri umani discorsi come scie che veloci scivolano ai miei lati, dimenticando il procedimento mentale per cui si ascolta, recepisce, interpreta, elabora, e risponde. Sono fuori dal mondo e questo mi vuole barbone, mi vuole punire perché ho dei tempi diversi, perché mi sento strano al pensiero di un "diploma" nelle mie mani. Cosa si ottiene effettivamente? Un pezzo di carta, come lo chiamano in molti. UN PEZZO DI CARTA? Perché voi vorreste farmi credere che seriamente la volontà e l'assiduità con cui gli studenti dovrebbero raggiungerlo li porterebbe automaticamente ad avere una certa "maturità" per proseguire la vita? Di esame ne ho già fatto uno, per divertimento, quello delle scuole medie inferiori, infime e misere, anche. La tragedia che colgo io in tutto questo sembra quasi invece riempire gli effimeri o eterni buchi che la gente riesce a crearsi nelle giornate. Sapeste come ho passato io le mie ultime! Ad incontrare ragazzi, tanti ragazzi. Uno noioso che mi ha suonato la pianola dandomi le spalle, uno con un coso come si deve che mi ha dormito accanto stremato anche lui da questa penosa società, uno che mi ha proposto soldi, uno che non ho incontrato proprio. No, no, no. Io penso solo di voler trovare le parole per scrivere tutto quello che riesce a dipingermi (imbrattarmi) la giornata. Io voglio PACE, ma dove vivo? DOVE? DOVE? DOVE?

Oggi ho dovuto applicare seriamente la tattica di Sgarbi ("capra! capra! capra!"), non riuscivo a parlare porco cazzo, non ci riuscivooo! Non nel senso di non farcela per timore o che... proprio non ne avevo modo! UN MURO CAZZO, UN MURO. Con chi ho a che fare? Con persone che come prima minaccia riescono a dirmi che mi tolgono i soldi. Io non riesco a crederci, non voglio crederci. Non riesco a concepire come possa essere cresciuto così: con un padre che mi chiama frocio alle spalle ma dice di sentirsi escluso dai miei problemi, con una madre che ha sempre urlato "Me ne vado, me ne vado!" e con una sorella traumatizzata che è riuscita a trovare la soluzione nel credersi la paladina de 'sto cazzo, definendo tutto ciò che ha in famiglia come "non giusto, non quello, non quell'altro", ad impartire lezioni su lezioni di cui neanche riesce a comprendere il fine. IL FINE DOVREBBE ESSERE VOLERSI BENE E AIUTARSI, NON SFRACELLARE I COGLIONI A TUTTO IL MONDO. Belladecasa guarda che, come si dice, non nasciamo mica "imparati"! Io per primo ammetto di ritrovarmi nel vuoto più assoluto.

Io non voglio tutto questo, non so come uscirne e non so che farmene di questa vita ingiusta, dove a Chiara Ferragni sborsano migliaia di euro al mese per abbinamenti comunissimi e a me non mi nota nessuno, perché non ho passato mesi a pubblicizzarmi in ogni dove ma solo su Lookbook e un po' Facebook. Senza quella smania di allargarsi a mo' di grasso sottocutaneo, come quell'altra di "Onto my wardrobe": tesoro ma non senti quant'è cacofonico? "ONTO", ma va va!

Dopo ciò non so più che scrivere... Non voglio più farlo probabilmente. Perché chiunque penserebbe che sputo su quello che ho come un bambino capriccioso, che metto le mani avanti e che sono un vigliacco che non sa mettersi in gioco. Allora sì, pensino quel che vogliono. Io saluto tutti con un bel fanculo: delicato, raffinato e, soprattutto, DI FAMIGLIA.

sabato 12 gennaio 2013

OGGI 19 E NON VOGLIO FESTEGGIARE

Oggi compio 19 anni, che noia. Sono nato Mercoledì 12 Gennaio 1994. Perché? A volte penso spesso che nessuno di noi ha chiesto di essere catapultato qui in mezzo a tanti altri manichini di carne e...
Non so che scrivere, a presto cari


martedì 8 gennaio 2013

VITA ED ESISTENZA

Oggi ho conosciuto un ragazzo straniero, l'avevo accennato a qualcuno e tutti a dirmi di evitare, non per l'etnia, ma più per la posizione periferica e la poca affidabilità di qualcosa che si limitasse ad alcune foto per presentarsi l'un l'altro. Si sa come va. Invece questa volta è stato diverso, sono rimasto felicissimo e il tempo che abbiamo dedicato a chiacchierare, mangiare e ridere è stato molto lungo e intenso.
Spesso s'impara molto anche dalla persona che potete ritenere più insulsa al mondo per qualche voce che "gira" o per qualcosa di "riferito" e giunto da "terzi"...
Non sono così solitamente, a parte nei confronti di quei maschi etero che troppo spesso noto a ridacchiare fissandomi, forse perché mi scaccolo inconsciamente?

Vi parlerò più in là del mio concetto di vita e di esistenza,
mi limito a citare una bellissima frase:
"La vita è solo una distrazione dall'esistenza"

[cit. Gabriele Franko lol]
#fregati #veamo #peace&llove

sabato 5 gennaio 2013

Stanotte non ho dormito

Mi sono alzato alle 4:30 circa, stufo di rigirarmi sul letto, riporterò il mio status di Facebook di quando mi sono seduto sul divano bevendo un tè miele e limone e un tratto di quel che ho scritto sul mio libro...

Da Facebook:
           Non riuscivo a dormire, sentivo le coperte più pesanti del solito: come se quelle piume fossero di cristallo. I piedi freddi e scoperti, nulla riusciva a distrarmi dalla nausea che mi impediva di prendere sonno. Probabilmente era colpa del crispy mc bacon e dei due cheeseburgers mangiati qualche ora prima, o dello stress per quell'esame che già dentro mi si rivelava inutile, o forse ancora per quella terribile percezione che mi accompagnava da... sempre: quell'orrore liquido che scorreva in me. Umano.

Dal libro:
           Oggi (5 Gennaio 2013) è uno di quei giorni in cui mi rivedo passare davanti tante esperienze, tanti brutti momenti e tanti altri utili. Primo pensiero al risveglio (che non c'è stato vista la notte insonne) è stata la realizzazione di quanto non abbia mai seguito i miei stessi consigli. [...] Sono anni che consiglio ad amiche e ad amici di non proseguire storielle campate in aria che riescono a trascinarsi anche per anni, non so come. Poi, sono il primo ad essere solo, sì. Sembrerebbe sensato, ma il perché non è “non avere trovato la persona adatta”, il perché è proprio non aver trovato me.
Mi sento così vuoto oggi, così solo, impotente. Su una chat qualche giorno fa ho letto sul profilo di un uomo, un bell'uomo: “No a chi non vive davvero”. O qualcosa del genere. Allora gli ho scritto “Tu vivi davvero?”, in risposta ho avuto un semplice “Sì”, motivato poi sotto mia richiesta da “Creo videoclip”... Io non vivo davvero e non ho mai vissuto davvero; [...] io mi sento come un porcellino in mezzo ad una corsa di centinaia di cavalli: sbattuto di qua e di là senza una dimora fissa, senza un progetto, senza una vaga ambizione. Scrivo, mi sento bene. Così sembrerò una persona debole, ma semplicemente è solo un rigurgito di come io possa sentirmi ora. In realtà (e non lo scrivo per autocommiserazione) ho molti, troppi interessi. [...] dovrei iniziare a tracciare la mia strada per rotolarmici e correrci ridendo e piangendo, al sole e all'ombra. Penso una sorta di viuzza sia già esistente, ma riesco timoroso a passeggiare solo sul lato oscuro, con lo sguardo fisso sull'asfalto, invidiando quei giardini dove gli altri sono riusciti a montare delle vere e proprie scale da salire. [...]

Ovviamente se volete leggere il resto basterà aspettare che riesca a pubblicare il libro!

venerdì 4 gennaio 2013

ODIO PER TUTTI, RISPETTO PER NESSUNO


Oggi avrei molto da scrivere: vorrei riportare un sogno lucido di qualche mese fa e lamentarmi di qualcos'altro. Per esempio ho scritto poco fa a un mio amico di una scena che ho in mente, quasi tratta da un immaginario horror, in cui io vago mascherato da fantasmino col lenzuolo e una motosega ondeggiando per le vie di Roma e spaventando tutti canticchiando la canzone di Mulan (mentre la lavano) "...peeerleee di beeelleeezzaaa...". Sì, insomma, creepy. Ovviamente solo una scenetta horror liberatoria, non mi pensiate un possibile serial killer! LOL
Vi riporto la citazione di oggi, preferita.
"ODIO PER TUTTI, RISPETTO PER NESSUNO"... è questo quel meritiamo?

Seguitemi qui, piano piano possiamo ingrassare anche su Facebook, lol

mercoledì 2 gennaio 2013

Sono piccoli problemi di... CERVELLO.

Prima di tutto sono irritato profondamente dalla pubblicità cretina, inutile, subdola e xmlncskfjdbhs della carta ENI! Quel coso col lupetto mi ha sempre irritato! Sono così gentili da spiegarci quanto l'offerta dei 2€ di sconto sui 20 litri prosegua anche con i 40 (4€) e con i 60 (6€)... Capisco che stiamo in crisi e pensate di poterci propinare tutto come una grande e vantaggiosa offerta, ma se persino io, che odio più dell'apparato femminile solo la matematica, ho notato questo piccolo irritantissimo dettaglio... non credo sarete molto credibili.
Scritto ciò e spiattellato anche i miei gusti sessuali direi che posso raccontare la mia esperienza di oggi. 
Sono rimasto nostalgicamente affascinato dalla badante della nonna di una delle mie amiche più strette. Non nel senso che mi ha fatto una buona impressione. Semplicemente ho sorriso empaticamente quando, durante una banalissima conversazione, le si sono illuminati gli occhi parlandomi della cucina del suo paese, quella peruviana. Non appena ho detto che per fare mangiare la signora a cui bada sarei venuto e ci avrebbe cucinato lei qualcosa di tipico, ha sobbalzato sul divano con un sorriso che non le avevo visto mai in tutte le volte che l'avevo incontrata e ha gridato con gli occhi lucidi stretti dall'espressione più che coinvolta "Vuoi che cucino peruviano?"... Bellissimo, davvero un sospiro di fresco e, purtroppo, di insaziabile malinconia sprigionati da questo spirito che palesemente soffre della lontananza dal paese d'origine.
In più ci sarebbe lo sfogo sul perché non riesca a trovare qualcuno da avere accanto... ma mi sento come ripetitivo e banale, sono discorsi che facciamo tutti i giorni con altri "zitelli" come noi... quando avrò un qualcosa da cui sviluppare un discorso coinvolgente (to me at least), lo farò. Trascrivo solo una frase che ho scritto a un ragazzo da poco conosciuto in chat, che mi è piaciuta (sì, mi amo ma nessuno capisce il vero carico senso di quel che cerco di trasmettere):
"Bho, metti pure te, mi sembri caruccio e ti piace pure il sushi, ma parliamo già come se non ci incontreremo mai... è questo che mi irrita e non lo dico solo per me eh, cioè leggendo sembra già sia tutto scontato e inutile, non c'è neanche quel pizzico di curiosità, quel brio che dovrebbe motivare un'uscita"
Mi sarò espresso come una paesana che arranca un linguaggio ricercato e desueto col sindaco del villaggio che l'ha appena svegliata con una telefonata, ma penso sia piuttosto clear.

GRABRIELE (con la R dopo la G perché sono iRRRitato)

Se volete iniziare a diffondere il mio germe, dovreste mettere un bell'utile "LIKE" qui