sabato 5 gennaio 2013

Stanotte non ho dormito

Mi sono alzato alle 4:30 circa, stufo di rigirarmi sul letto, riporterò il mio status di Facebook di quando mi sono seduto sul divano bevendo un tè miele e limone e un tratto di quel che ho scritto sul mio libro...

Da Facebook:
           Non riuscivo a dormire, sentivo le coperte più pesanti del solito: come se quelle piume fossero di cristallo. I piedi freddi e scoperti, nulla riusciva a distrarmi dalla nausea che mi impediva di prendere sonno. Probabilmente era colpa del crispy mc bacon e dei due cheeseburgers mangiati qualche ora prima, o dello stress per quell'esame che già dentro mi si rivelava inutile, o forse ancora per quella terribile percezione che mi accompagnava da... sempre: quell'orrore liquido che scorreva in me. Umano.

Dal libro:
           Oggi (5 Gennaio 2013) è uno di quei giorni in cui mi rivedo passare davanti tante esperienze, tanti brutti momenti e tanti altri utili. Primo pensiero al risveglio (che non c'è stato vista la notte insonne) è stata la realizzazione di quanto non abbia mai seguito i miei stessi consigli. [...] Sono anni che consiglio ad amiche e ad amici di non proseguire storielle campate in aria che riescono a trascinarsi anche per anni, non so come. Poi, sono il primo ad essere solo, sì. Sembrerebbe sensato, ma il perché non è “non avere trovato la persona adatta”, il perché è proprio non aver trovato me.
Mi sento così vuoto oggi, così solo, impotente. Su una chat qualche giorno fa ho letto sul profilo di un uomo, un bell'uomo: “No a chi non vive davvero”. O qualcosa del genere. Allora gli ho scritto “Tu vivi davvero?”, in risposta ho avuto un semplice “Sì”, motivato poi sotto mia richiesta da “Creo videoclip”... Io non vivo davvero e non ho mai vissuto davvero; [...] io mi sento come un porcellino in mezzo ad una corsa di centinaia di cavalli: sbattuto di qua e di là senza una dimora fissa, senza un progetto, senza una vaga ambizione. Scrivo, mi sento bene. Così sembrerò una persona debole, ma semplicemente è solo un rigurgito di come io possa sentirmi ora. In realtà (e non lo scrivo per autocommiserazione) ho molti, troppi interessi. [...] dovrei iniziare a tracciare la mia strada per rotolarmici e correrci ridendo e piangendo, al sole e all'ombra. Penso una sorta di viuzza sia già esistente, ma riesco timoroso a passeggiare solo sul lato oscuro, con lo sguardo fisso sull'asfalto, invidiando quei giardini dove gli altri sono riusciti a montare delle vere e proprie scale da salire. [...]

Ovviamente se volete leggere il resto basterà aspettare che riesca a pubblicare il libro!

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