lunedì 25 febbraio 2013

Non ho molto da scrivere, solo che genuinamente ho ricordato che da piccolo preferivo le scarpe col velcro, per pigrizia :) Ora direi di NO.
Un bacio (?), vi lascio con questa trovatona di oggi, magnifica.



Ripristino Samsung Galaxy S Advance


Mi sono rotto il cazzo. Il Play Store ha dato problemi per molti giorni e io impanicato e ignorante ho cercato su forum vari e siti per risolvere, credendo fosse un problema di connessione, caches e altro. Alla fine ho ripristinato preso dall'urto più totale porco il pene e be', non ho risolto una minchia.
Vaffanculo. Avevo tutte le note con i miei sogni lucidi trascritti da appena svegliato porca troia. 

Odio tutto e tutti.

venerdì 22 febbraio 2013

E poi hai paura di psicoanalizzarti


Vedi "Noi siamo infinito" e ti riconosci nel personaggio: scrivi scrivi scrivi, ma non vivi. Riconosci la sofferenza altrui e non capisci perché, rimanendo esterno, sentendotici. Non capendo quale "zia" possa averti traumatizzato sin da piccolo, non capendone comunque il perché. Ti senti piccolo e per niente infinito, in questa sera. E poi hai paura di psicoanalizzarti, pensi nessuno ne sarebbe all'altezza. Cerchi esperienza e ricordi il curriculum della preside del liceo di Via Ripetta... Una vita di vincite, di concorsi, di esperienze, appunto. Tu sei solo e rimani solo e la svolta in cui dirai "penso di non aver più il tempo di scrivere" ti sembra lontana, troppo lontana. Lo sguardo è fisso e mamma entra per dirmi di sistemare alle 23:54, perché domani viene Dario e vogliamo fare un dolce. Mentre piangi guardando tutto il film, non solo la fine, non sai a chi pensare e ora che scrivi riinizi a lacrimare, perché non sai chi chiamare, a chi mandare un "SOS" stile "Pretty Little Liars", perché ognuno è preso da altro, ma nessuno davvero da te. Tua sorella ti ha detto una volta che hai compiuto queste scelte per "bisogno di attenzioni", ma tu sai che non è così e quasi sorridi. Sai che in realtà vorresti tutto diverso, non attenzioni, vorresti non essere nato e mentre lo scrivi temi che qualcuno lo legga e ti uccida credendo di farti un favore. Solo che mentre scrivi anche questo dilagamento mentale immagini che ti prenderanno per pazzo, ma ti sei già dato del pazzo paragonandoti al protagonista del film. Il problema è che non credo tutti ci si sentano, anzi forse quasi nessuno. Magari c'è la massa, la maggioranza che vede il film dall'esterno, come fosse una fiaba e l'unico momento in cui si sente coinvolta è quando si parla di gioventù, di feste, di amori random, di paure e dispiaceri. Ma non di quell'orrore, di quello sguardo d'insieme che fa rabbrividire e stranire, che ti fa assumere quella posa statica, fisicamente alterabile, ma emotivamente no. Chini la testa dall'altro lato, chiudi leggermente gli occhi, per poi riaprirli lentamente, quasi come quando ti hanno definito "gatta morta" e sorridi dentro, ma il volto non cambia, ingoi quel misto di lacrime e muco che non ti va di soffiare e smetti di scrivere.

Buonanotte

ps: e ti accorgi di avere scritto il tutto sul tuo altro blog, copia incolla, no probl

mercoledì 20 febbraio 2013

Pronto a dare tutto...


L'ho conosciuto prima di Natale. Ero cotto, eppure non è andata bene come al solito. Ho scritto un libro che doveva intitolarsi "Come al solito", ma alla fine l'ho intitolato "Imparare a pensare", non per presunzione, è solo un invito a sfaccettarsi e quindi a interpretare le svariate sfaccettature di ciò che posso averci scritto. 
Ma dai... ma chi lo leggerà mai AHAH! Comunque stavo pensando che spesso diamo del "sottone" a qualcuno che semplicemente, come me in quella situazione, è pronto a dare tutto. Lo so che non ero davvero  così ben disposto in tutti i sensi, non avrei mai sacrificato la mia vita qui a Roma o altro per questo ragazzo di Milano, però ho fatto dei piccoli sacrifici, ho preso mezzi che non sono mai stato abituato a prendere, ho stabilito orari strani a causa del suo lavoro, tutto per vederlo, qualche giorno e poi vedermi dall'esterno lì, impietrito alla fermata dell'autobus, fingendo che la cosa mi stesse bene, realizzando che in realtà dopo una settimana mi sarebbe passata. Come al solito. Così è stato infatti: adesso mi dà più al cazzo che dispiacere, pensare alle sue parole ipocrite. E non credo nel "se ci pensi ancora, significa che ti piace". NO BELLO/A DE CASA. Ce penso perché prenderò "Italo" per andarmene da 'sta città de merda e si dà il caso che il ragazzo lavori proprio per "Italo". Oh. Quanti ancora?
Quindi ci tenevo a far capire che non sempre si è sottoni, siamo deboli, siamo carne... Sogniamo sempre a occhi aperti, ma ci sappiamo svegliare. Della serie "come t'incazzi te scazzi", be' "come ti cuoci te scuoci" (accennando alle cotte). Quindi ecco, non ero sottone, magari lo sarò con qualcun'altro, ma non credo. Non voglio davvero nessuno, me ne vado a Milano e spero di trovare qualcosa di NON sentimentale che mi faccia rimanere e svagare. Buona notte. Devo alzarmi alle 8 per dare ripetizioni di inglese e ho sonno. 
Sono le 2:56, bene. Ciao.


martedì 19 febbraio 2013

CON "VOI" HO SPESO TUTTA LA MIA ETÀ


Ascoltando questa canzone, pubblicata poco fa sulla mia pagina Facebook che nessuno si caga, ho realizzato che questa donna ha raggiunto le visualizzazioni che in media ha MARINA AND THE DIAMONDS, un'artista mondiale. L'Italia è potente se lo vuole, ma soprattutto penso che per fare bene, iniziare bene, non bisogna essere dispersivi, vedete la Pausini che ora ha meno visualizzazioni di un "Emis Killah" (non so se ce va l'acca o no). Insomma, ma in che paese vivo? Ecco, mi sto perdendo io. Lo scopo del post era cercare di catturare un insegnamento e riproporlo in un mio microcosmo, magari per trovare la propria strada basta iniziare dal basso, da poco (non mi riferisco all'essere umili o la solita pippa "parti dal basso e piano piano, con tante fatiche... NO.). Probabilmente parto, parto per Milano, chi non mi conosce e, purtroppo e soprattutto, chi è stupido, minorato, ignorante e poverissimo di spirito (non sono arrabbiato, solo che mi sfogo qui per evitare di picchiare il prossimo che mi farà discorsi simili) penserà e dirà (cazzo stai zitto almeno): "Che ce vai a fare a Milano? Guarda che è uguale a Roma come situazione per cercare lavoro o altro"... e io scocciatissimo penserò e dirò (purtroppo senza essere capito e ritrovandomi la solita faccia da rincoglionito pezzente (pezzente di spirito sempre) davanti: "Guarda che non vado perché abbia chi sa che aspettative lavorative, ma proprio per (EVITARE DI RITROVARMI DI FRONTE UN COGLIONE COME TE) cambiare aria e provare a fare quel che faccio qui lì.
Aggiungo che non è rivolto a nessuno questo post, né sto pensando a qualcuno... ma, come si dice (odio tra l'altro questo detto paesano e irritante)... CONOSCO I MIEI POLLI.

Siete tutti polli

venerdì 15 febbraio 2013

Si può piangere?


Arriverà la fine, ma non sarà la fine.
Come un bel film ma che purtroppo non guarderà nessuno.
Perché sarà migliore e io sarò migliore, come un bel film che lascia tutti senza parole...
e mi son fatto rubare forse gli anni migliori dalle mie paranoie e da mille altri errori..  e conto più di un difetto.
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente.


Mi sento così stasera:
ispirato ma nostalgico, nostalgico di una vita che avrei potuto condurre, nostalgico di tante emozioni mai vissute. Nostalgico delle poche belle vissute, nostalgico della mia ambizione. 
Ancora nessuno mi ha guardato da là su né mi ha salvato.

Ecco il testo completo, pieno, pregno di vita, di lezioni. Imparate.


Chiedo scusa a chi ho tradito, e a fanculo ogni nemico 
Che io vinca o che io perda è sempre la stessa merda 
E non importa quanta gente ho visto, quanta ne ho conosciuta 
Questa vita ha conquistato me e io l'ho conquistata 
"Questa vita" ha detto mia madre "figlio mio va vissuta, 
Questa vita non guarda in faccia e in faccia al massimo sputa" 
Io mi pulisco e basta con la manica della mia giacca 
E quando qualcuno ti schiaccia devi essere il primo che attacca. 
Non ce l'ho mai fatta, ho sempre incassato, 
E sempre incazzato, fino a perdere il fiato 
Arriverà la fine, ma non sarà la fine 
E come ogni volta ad aspettare e fare mille file 
Con il tuo numero in mano e su di te un primo piano 
Come un bel film ma che purtroppo non guarderà nessuno. 
Io non lo so chi sono e mi spaventa scoprirlo, 
Guardo il mio volto allo specchio ma non saprei disegnarlo 
Come ti parlo, parlo da sempre della mia stessa vita, 
Non posso rifarlo e raccontarlo è una gran fatica. 


Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per riiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perché sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per riiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perché sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 



Non mi sembra vero e non lo è mai sembrato 
Facile, dolce perché amaro come il passato 
Tutto questo mi ha cambiato 
E mi son fatto rubare forse gli anni migliori 
Dalle mie paranoie e da mille altri errori 
Sono strano lo ammetto, e conto più di un difetto 
Ma qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto: 
"Io ti salvo stavolta, come l'ultima volta". 
Quante ne vorrei fare ma poi rimango fermo, 
Guardo la vita in foto e già è arrivato un altro inverno, 
Non cambio mai su questo mai, distruggo tutto sempre, 
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente. 


Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perchè sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 


Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani 
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani, 
Perchè sarà migliore e io sarò migliore 
Come un bel film che lascia tutti senza parole. 




Seguitemi qui se volete, mi fa piacere condividere idee e conoscere il pensiero altrui,
me ne nutro.
Grazie

Gabriele

SPIATTELLARE AGLI ALTRI I CAPPERI PROPRI


Mi piace tanto, forse perché sono regale di natura, o ero un nobile. Ricordate quella parte de "Diario Di Uno Scandalo" in cui la protagonista (della quale non ricordo il nome) delinea il profilo della giovane docente bionda di cui s'è infatuata, descrivendone l'indole sfacciatamente aperta, riconoscendo questa propensione allo sfogarsi con gli sconosciuti soprattutto nelle persone "agiate". Io adoro farlo, mi risulta naturale perché spontaneo, perché sincero. Dire tutto a tutti, alla fine la vita non cambierà e io sorriderò, per sincerità :)

Ao, se ve dico in tutti i post di Facebookkarmi significa che dovete cliccare e mettere "Mi Piace", altrimenti come invado il web?

#somejoio #credici #ciaobbelli

A chi serviamo?

Oggi durante la colazione ho riflettuto come al solito sulla condizione umana, sotto il punto di vista della "condivisione", ma questa volta tendendo alla necessità, al bene e al male di avere qualcuno accanto. Pensavo che spesso riteniamo di essere poco utili a chi ci sta antipatico o con cui comunque non abbiamo un buon rapporto e di essere, invece, indispensabili per chi ci sta accanto e mostra di tenere a noi tanto quanto viceversa. Per un paradossale e contorto, ma semplicissimo, principio, però, in realtà io sono stato utile a tutti quei ragazzi che mi hanno chiamato "frocio" o che mi hanno deriso alle spalle, o che mi hanno fatto soffrire come un cane. Io più cretino di loro a soffrirne (ma come ho sempre pensato: soffro per il peso e la carica offensiva che attribuiscono alla mia condizione, non per la parola, che esprime poi un dato di fatto effettivo). Perché se non ci fossi stato, magari non avrebbero avuto quei 5 minuti di riso e sorriso. Mentre le persone che sono sempre più strette, quasi stufano... Quasi non le vorresti più perché devi condividerci i tuoi problemi e dimentichi che puoi divertirtici come con nessun altro. Anche se l'altro ieri ho letto "lo sconosciuto è un amico non ancora incontrato". Forse c'è da scrivere di più e meglio, perché non credo riuscirei ad essere amico di qualcuno che mi vuole morto solo perché mi piace il bastoncello tra le cosce. Certo così è sminuire i sentimenti, ma è per intendere che sono gay, anche perché non ho mai provato nulla che si spingesse ai confini del mio ideale (forse stereotipato) di "amore". 

Ne riparleremo, ho fatto la "pausa pranzo" (dal pc) e mi è passata l'ispirazione.

Facebokkatemi.

mercoledì 13 febbraio 2013

RESPIRO MUSICA


Ho letto come comportarsi in caso di infarto quando si è soli qui e improvvisamente (empatico e ipocondriaco come sono) ho iniziato a respirare con affanno, a bere acqua e a fare altro per distrarmi. Ora sto bene, però ho risentito un brivido e, letto lo status di Cheryl Cole su Facebook in cui apprezza il nuovo video di Rihanna "Stay", ho capito perché stavo ancora così. Ho bisogno di musica, respiro musica.

mercoledì 6 febbraio 2013

JUST GIVE ME A REASON: voglio ridere di cuore.


Oggi ho visto "Ragazze interrotte" e ho in mente  a couple of things to say (write). Ecco, non per fare il fomentato, ma ora mi sento più matto di prima. Ok che chiunque mi conosca mi chieda sempre il perché di quel che faccio e mi giudichi negativamente dicendo di volermi bene... e ok anche che mi senta dire "sei/diventerai/resterai un disadattato!" da chiunque a parte da qualcuno che compensa con un "sei speciale/bello/unico".
Il bello, però, è che NON MI INTERESSA, non voglio sentirmi il cervello occupato dalle vostre vanvere. A chi importa seriamente di ricevere verbalmente ciò che sa non essere utile né minimamente confortante? Non faccio riferimento a chi davvero parla col cuore quando mi prova a spronare ecc. ma chi? Chi?
I modi di dimostrarmi amore mi stanno stufando e, quando provo a farlo capire, mi sento dire "Non ti faccio più questo né quest'altro", come se ridurre la pressione che mi mettete tutti consistesse nel privarmi della paghetta. Ma dai. So che state pensando "chi sa che ragazzino fastidioso dev'essere questo, meno male che qualcuno prova a punirlo PER FARGLI CAPIRE".
FARMI CAPIRE COSA? Inetti, inutili, insulsi.
Abbiate senso della decenza e chiudiate quelle fognette, quei tombini.
Come sedicenti amiche che mi rivelano un bene inevitabile, certo. 
Voglio ridere, non più per cinismo o sarcasmo. Voglio ridere di cuore.

Eh be', dovreste proprio seguire i miei sfoghi schizofrenici polipolari QUI, perché mi piace gestire paginette!

domenica 3 febbraio 2013

Just give me ONE MORE NIGHT


Penso sia una delle situazioni più spiacevoli, quella in cui ti rendi conto di AVERE BISOGNO degli altri. Per sentirti apprezzato, per vivere in generale. Il mio "tutti sba(di)gliamo" dovrebbe intendere anche questo: siamo condannati a condividere con gli altri, a mischiarci in mezzo alla massa, pur non comprendendone e concependone tanti aspetti che probabilmente gli altri (dal loro mirino) non comprendono in noi. Sono MORTIFICATO. Voglio perdono da questo insulso mondicello e mi sento sempre più esterno, finirò col deprimermi sotto un ponte a pensare a tutto ciò che avrei potuto fare e che non ho fatto. C'è chi lo chiama piangersi addosso, ma io lo chiamo semplicemente lamentarsi. E DEL MONDO CI STA TAAANTISSIMO DA LAMENTARSI. Quindi io può. Io sono nato con poche convinzioni e certezze, che poi nel tempo penso siano anche diminuite, ma una resta: IO HO L'ESCLUSIVA. No matter quello che la gente possa pensare, io ho la presunzione di capire quando qualcosa saprei farla bene, quando potrei permettermi di rivolgermi a qualcuno in un certo modo, oh. Ciao. Notte

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