mercoledì 20 febbraio 2013

Pronto a dare tutto...


L'ho conosciuto prima di Natale. Ero cotto, eppure non è andata bene come al solito. Ho scritto un libro che doveva intitolarsi "Come al solito", ma alla fine l'ho intitolato "Imparare a pensare", non per presunzione, è solo un invito a sfaccettarsi e quindi a interpretare le svariate sfaccettature di ciò che posso averci scritto. 
Ma dai... ma chi lo leggerà mai AHAH! Comunque stavo pensando che spesso diamo del "sottone" a qualcuno che semplicemente, come me in quella situazione, è pronto a dare tutto. Lo so che non ero davvero  così ben disposto in tutti i sensi, non avrei mai sacrificato la mia vita qui a Roma o altro per questo ragazzo di Milano, però ho fatto dei piccoli sacrifici, ho preso mezzi che non sono mai stato abituato a prendere, ho stabilito orari strani a causa del suo lavoro, tutto per vederlo, qualche giorno e poi vedermi dall'esterno lì, impietrito alla fermata dell'autobus, fingendo che la cosa mi stesse bene, realizzando che in realtà dopo una settimana mi sarebbe passata. Come al solito. Così è stato infatti: adesso mi dà più al cazzo che dispiacere, pensare alle sue parole ipocrite. E non credo nel "se ci pensi ancora, significa che ti piace". NO BELLO/A DE CASA. Ce penso perché prenderò "Italo" per andarmene da 'sta città de merda e si dà il caso che il ragazzo lavori proprio per "Italo". Oh. Quanti ancora?
Quindi ci tenevo a far capire che non sempre si è sottoni, siamo deboli, siamo carne... Sogniamo sempre a occhi aperti, ma ci sappiamo svegliare. Della serie "come t'incazzi te scazzi", be' "come ti cuoci te scuoci" (accennando alle cotte). Quindi ecco, non ero sottone, magari lo sarò con qualcun'altro, ma non credo. Non voglio davvero nessuno, me ne vado a Milano e spero di trovare qualcosa di NON sentimentale che mi faccia rimanere e svagare. Buona notte. Devo alzarmi alle 8 per dare ripetizioni di inglese e ho sonno. 
Sono le 2:56, bene. Ciao.


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