sabato 30 marzo 2013

Luce che filtra

Sto qui, alle 3:20 del mattino a pensare che non devo preoccuparmi di mia madre che entra in camera dicendomi che è tardi, che sono matto, che sto scherzando a essere sveglio a quest'ora, perché ha visto la luce filtrare da sotto la porta della mia camera... Ah no, della camera mia e di mia sorella. Sono lontano e sto meglio, mi manca la fisicità di un abbraccio puro come quello che potrei dare solo a mia madre, ma non per fare il mammone, sarebbe il secondo post in cui concentro l'attenzione sul mio amore per lei. Semplicemente pensavo che qui sto fermo, tra l'altro anche solo a casa fino a lunedì sera. Posso vivere 3 giorni come se fossi proiettato in un futuro in cui sono io a dovermi pagare l'affitto e altro. Per ora non è così, ma potrebbe andare bien e io trovare un lavoro che mi farebbe sentire socialmente realizzato. Che poi... perché ho caldo? 


Adoro questa canzone. Oggi.

giovedì 28 marzo 2013

L'unica stella che ho sei tu

Spesso si viene fraintesi, le parole hanno ancora un peso per me. I tempi cambiano e ormai anche quel che scrivi, seppur non di fronte, ferisce. Spesso quando si scrive "mi hai ferito davvero" o "mi hai deluso", "non me lo sarei aspettato", "non riesco a crederci"... la reazione è indifferente, nessuno si mette a riflettere leggendo o ascoltando certe espressioni, magari durante una discussione. Io riesco ancora a sentirmi ferito, a sentirmi debole perché ho bisogno della fiducia degli altri... Nel frattempo ho pranzato e non riesco neanche a rileggere. Ascolto Joy di Ellie e mi fa piangere dentro, per tutte le ingiustizie, i limiti mentali, gli schemi psichici delle persone che mi circondano, che non accettano il fatto che io accetti i miei e li riconosca, e li plasmi e modelli e li cambi per evolvermi, in continuo cambiamento. Fuori da tutto, sì. Anche se connesso spesso su Facebook. Mi mettete una tristezza immensa, perché non sapete davvero usare quel che avete, non riuscite a provare a immaginare la visione altrui. Io lo faccio sempre, l'empatia non è una caratteristica che mi riconosco solo io: persone eclettiche, poliedriche, magnetiche e più che introversamente carismatiche sono riuscite a riconoscermi questa perfetta dote. Non sono uno di quelli che si fa complimenti (meritati) per sentirsi meglio e far capire che lo è. So solo che risulterebbe patetico scrivere "vi faccio il culo a tutti", perché anche se è così, ognuno ha un suo percorso, una sua via e io non sono arrivato alla fine. Riesco a individuare le vostre, al contrario di voi che state guidando guardando solo dritto e non avendo la minima cura delle strade che s'intrecciano alle vostre. Miseri umani. Quanto ancora dovrò sopportarvi? Quanta pena mi è riservata, Cristo?


Mia madre mi chiede come vada e mi augura una buona giornata. Le rispondo che non lo è stata e non lo sarà, ma che ormai la mia unica stella è lei, che non ho più nessuno con cui sfogarmi o che abbia un legame stretto al punto di ascoltare, ascoltare, ascoltare... Ho più occhi, per quello guido bene, riesco anche a guardare il cielo, ma l'unica stella, l'unica stella che ho sei tu.

lunedì 18 marzo 2013

Non credevo di essere così debole

Niente, non funziona. Non sono così preso, ma per principio vorrei capire perché non dovremmo continuare a vederci. Non posso spegnerlo, non è amore o cotta o altro, è orgoglio e un pizzico di affetto che provo per quel tipo che sembra un po' Frankenstein. Tra l'altro non ha ancora visualizzato quel che gli ho scritto su Facebook, però ha messo "Mi piace" a una pagina che sicuramente ha scoperto grazie a me: un negozio online che ho pubblicizzato in giornata. Quindi ha anche riletto il mio nome in qualche modo... e non ha pensato di contattarmi.

Vi lascio con questa che è bella, rilassante e nuova.



domenica 17 marzo 2013

Realtà distorta: DIFESA. Controversy, Problem [Natalia Kills]

Mi sento carico, carico di un'energia che emerge solo quando cado nella peggiore delle sensazioni. Quella che ora non saprei descrivere, perché l'ho spenta. Se avete presente quel telefilm di vampiri (The Vampire Diaries) e l'avete mai visto in lingua originale, saprete cosa intendono per "turn it off", be' quando la mia anima deve difendersi dai castelli di sabbia costruiti che iniziano a sfaldarsi reagisce così. In sunto divento una stronza, al femminile perché fa figo, no? No. Comunque altero la percezione che ho della realtà e non sento più nulla. Prevalgono la brama sessuale, la spontaneità eccelsa, la perversione massima. In quel momento in cui per difesa mi ritrovo così, i miei occhi si spengono, la pelle del volto si tende, la schiena s'inarca e un ghigno appare: dentro e fuori. Il trash e l'apparenza non contano, sono solo spontaneo e l'istinto mi guida. L'alternativa sarebbe il suicidio, quindi suppongo qualcosa di più istintivo non possa esistere e tutti gli altri, be', si rivelano per quel che effettivamente sono vicino a me: merda. Non esigo nulla e non concedo alla mia anima di trasparire, mi richiudo. Mi è capitato solo una volta a Roma e ora a Milano, per iniziare al massimo, direi. Una difesa necessaria.


Natalia Kills mi ha risvegliato, ieri notte, dopo ore passate ad affliggermi lacrimando e torturandomi psicologicamente per varie circostanze. Passare circa 20 ore di seguito con la stessa persona, vivendo la sua routine e poi capire di doversi staccare un attimo per realizzare chi si è fa sempre male. Se fossi rimasto sarei entrato in quel giro? Non lo so, sarà che mi faccio anche troppi problemi, ma appunto, non sono nella condizione di esprimere cosa abbia provato prima. Ormai è solo dopo. 

venerdì 15 marzo 2013

Tutto e subito

Coerenza: o tutto o niente. Se mi dai il pisello, mi prendo anche il cuore.


Pianto e Libertà

Ascolto questa nuova canzone di Neon Hitch e spero chi leggerà andrà avanti fino alla fine, senza fermarsi per generi musicali discordanti.


Ho le lacrime agli occhi, ma non piango. Farei rumore e lo noterebbe l'amico che mi ospita qui a Milano.
Volevo cambiare aria, come ormai ho scritto molte volte. Volevo stare da solo, trovare pace, imparare a lasciarmi andare, ma... c'è sempre questo famigerato "ma". Il "ma" sono io, il "ma" che non conosco neanche io. Mi sento umiliato da quest'esistenza e non trovo soluzione a questo disagio. Si penserebbe a psicologi o altro, ma i problemi non penso si risolverebbero. Né io cambierei per poterli risolvere. Non sono neanche veri e propri problemi. Sono arrivato qui 3 giorni fa e ho passato le ultime 24 ore con sconosciuti (ragazzi giovani e tranquillissimi), ma comunque sconosciuti, per entrare (per la prima volta in vita mia) in un locale gay con serata a tema e simili. 
Il ritornello mi commuove, quell'urlo sembra così libero e una frase della canzone lo rispetta perfettamente.
Mi sento sempre così esterno a tutto, mi sono adeguato e già ho conosciuto persone nuove. Non sono mai stato di quei disadattati che non sanno socializzare o altro, semplicemente ho imparato a selezionare, per il mio bene prima di tutti. Tuttavia ("Ma") non mi voglio bene, penso sia questo il problema. Non mi stimo e fingo di essere quel genere di ragazzo che in realtà si ama pure troppo ma non lo dà a vedere disprezzandosi, e invece è così. Non mi sopporto, non sopporto le situazioni in cui mi ritrovo coinvolto. Non so bene perché.
Ho conosciuto questo ragazzo che mi ha voluto far inserire in questo gruppo di suoi amici, adorabili, davvero. Solo che una volta entrati nel locale conosceva tutti (giustamente frequentando spesso discoteche e pub vari) e io mi sono sentito strano... Era una sorta di sverginamento emotivo, non so come spiegarlo, ne sono rimasto quasi deluso. Avrei voluto conoscerlo bene, prima di frequentare locali o altri suoi amici, ma penso non siano queste le sue intenzioni, abbiamo "dovuto" dormire nello stesso letto questa notte e ovviamente c'è stato qualcosa, essendo tornati alle 4 di notte a casa di questi suoi amici. Sono stato bene, MA non capisco cosa sia questo freno, avrei voluto un altro tipo di persona con cui iniziare? No, non credo. Mi sono trovato bene, "ma" penso questa resterà un'amicizia, senza fare la Cassandra della situazione, non so.
Voglio solo tranquillità... e qui mi interrompo perché ho fatto altro nel frattempo.

giovedì 7 marzo 2013

A mamma: "Mi piace la mia ombra"


Ogni volta che mi alzo dalla mia postazione e mi dirigo alla porta, la luce proietta su di essa la mia ombra, e mi piace. Troppo spesso disprezzo il mio riflesso, ma la mia ombra no: è un qualcosa di ancora più semplice che nessuno giudicherebbe. L'ombra di un ciccione che s'ingozza da McDonald's non ti disgusterà mai quanto il soggetto in carne e... carne. Non ho nulla contro i ciccioni eh, ma contro quelli che si ostinano a riempirsi di merda, sì. Io giudico anche le ombre, giudico più nel senso che le individuo e identifico come esistenti. 


domenica 3 marzo 2013

Le "cose" non stanno bene o male, stanno.

  Guardando questo video..


Mi sono reso conto che il cantante è piuttosto bruttino per i canoni che girano ora, però veste tutto a suo modo (magari avrà anche uno stylist, che ne so), ma i vestiti sono su di lui, non è merito di altri se li veste bene o meno. Mi piace come indossi anche una maglia a maniche corte che penso tutti vedono evidenzi quant'è magro ecc ecc... Ho colto questa sorta di messaggio che magari nessuno vorrebbe cogliere e che, probabilmente, al diretto interessato farebbe ridere.
Detto (Scritto*) questo, continuerò tutta la vita a dire agli altri "Ma sì, ti sta bene!" / "Uhm, non ti sta proprio una favola"...
Stanco.