venerdì 26 aprile 2013

La Troya

Ma tipo la noia di quelli che nelle descrizioni riescono a scrivere solo che loro "vogliono riamare" e che per loro "sarà difficile iniziare di nuovo a fidarsi di qualcuno"? Sparatevi. Non me ne fotte un cazzo dei vostri burrascosi trascorsi.


Sbottata questa perlacida, vorrei raccontare un po' la mia esperienza a Milano, non perché creda di avere un pubblico che legge, lo vedo che tipo i posts hanno tra le 5 e le 40 (massimo) visualizzazioni! Ahah!
Direi piuttosto per trattenerla, imprimerla, concisa, qui.
[Se siete scazzati e/o volete saltare la noia andate alla riflessione più giù, almeno imparate qualcosa di nuovo]*



In realtà non voglio condividere questa crescita, perché non sarebbe espressa bene e suonerebbe come tutte le solite "fa bene viaggiare, scopri nuovi mondi, diventi più cosmopolita ecc ecc", che probabilmente corrisponde alla realtà. Viverlo è diverso, l'esperienza è scontata, forse individuale e per questo diversa e, invece, speciale. Io l'ho vissuta benissimo. Ho abbandonato un Liceo Classico a Settembre, perché? Prima trovavo 10'000 motivi, ora mi accorgo solo che è una ricerca di quel che voglio aldilà del convenzionale. Le persone che ho intorno qui a Roma non comprendono e ormai ho dato troppo, mi sono dissanguato per farmi comprendere, quando stando poche settimane lontano ho realizzato che... silenzio. Sono stufo di chi parla troppo, di chi rigira sempre le stesse storie per darsi sprint. Mi sembrano tutti piccoli Klaus alla ricerca di divertimento dopo millenni di "vita". Non starò a spiegare la metafora.

Insomma, sto scrivendo di merda. Come sempre, forse. Che odio, questa città mi fa stare male, neanche torno che le mie difese si fanno basse e... febbre. Placche. Odio. Ho pensato con mia madre di poter conciliare il mio stare bene (lì) con l'utilità di terminare un percorso di studi. Lo so, avevo scritto che cerco una via non convenzionale, ma purtroppo già quel che ho vissuto per mesi è tutto tranne che convenzionale. Ahaha e poi sarà un qualcosa di nuovo, magari finirò in qualche Istituto Professionale di Moda e non terminerò in un Classico.

[Uno mi ha appena chiesto cosa faccia nella vita.. CAZZONERCHIAMINCHIA gli rispondo? Che urto. Nulla.]

*Ah e poi volevo illuminarvi su un'altra riflessione di qualche giorno fa.
Mi hanno detto "Oh dio ma quanto sei magro?", il che, nella società di oggi, non suona troppo male né fastidioso, ma per un maschio comunque sì, visto i modelli che propongono (che hanno anche un po' rotto i coglioni, per esempio nel nuovo spot del profumo.. Zegna mi pare: quel tizio pompato perfetto neanche si nota, non ha nulla di particolare. Io mi farei furbo e inizierei a proporre modelli osceni, o anche tizi con lineamenti non proprio simmetrici e regolari -tipo me-, sicuramente mi rimarrebbe impresso un ragazzino magro con un naso importante, invece di quel biondiccio patetico uguale a tutti ormai). Sembro invidioso, ma in realtà, a parte l'invidia, prevale proprio la rabbia per l'ingiustizia che vige, è un discorso generale. Si può estendere a tutto e quindi ba'.
Dopo quell'espressione ho pensato "diresti mai a una persona sovrappeso 'Oh dio ma quanto sei grassa?'", ecco. In realtà lo sbaglio sta nel non poterlo dire ai ciccioni :D. Perché tanto che te lo dicano o meno sei sottopeso/sovrappeso comunque tesoro, fattene una ragione e realizza che nessuno è perfetto, porcocazzo. Che volgare, eh? Uau. Comunque detto questo, la prossima volta che mi dicono "Oh dio ma quanto sei magro?" risponderò con qualcosa che sottolinei tratti distintivi dell'altra persona comunemente ritenuti negativi, del tipo "Oh dio ma che hai i baffi?" o "Ma hai gli occhi così vicini come le scimmie o è un effetto dato dal taglio di capelli che non ti dona proprio?" o anche "Eh sì, ma vogliamo parlare delle tue gambette storte?"

xoxo
la Troya

3 commenti:

Scrivo per condividere, quindi lasciate pure una vostra impronta...