domenica 28 luglio 2013

Ricordo quando mia madre..

Ricordo come fosse due minuti fa quel momento in cui mia madre, durante l'estate del 2005, disse che il 2004 era stato il peggiore degli anni che avesse mai vissuto, non ricordo perché, in realtà eravamo ancora una famiglia e io l'ho sempre ricordato un pessimo anno per questo, somatizzavo lo stress di mia madre. Forse si stavano creando le basi per lo sfacelo del 2007-2008. Comunque per me dal 2008 ogni anno è stato peggiore di quello precedente, fino ad oggi, che mi rivedo e capisco quanto possa essere cresciuto. Considerando gli eventi passati direi che mia madre avrebbe riso in quel momento se avesse saputo come sarebbero stati i suoi anni successivi, sicuramente se glielo chiedessi ora mi direbbe che il 2004 neanche se lo ricorda...! Volevo dire solo questo, facendo finta che io stia parlando e non scrivendo. Ciao, vaffanculo.


giovedì 18 luglio 2013

Abbiamo il diritto, a volte la necessità, di sentirci deboli.

Di solito resisto, non mi lascio abbattere dalla "solitudine". Oggi, però, avrei bisogno di silenzio, di comprensione, di un abbraccio da parte di qualcuno che non esiste o che, comunque, non ho ancora incontrato. Oggi vorrei sentirmi amato da un ragazzo, vorrei potermi stringere a qualcuno, nonostante il caldo, per poter ricevere quel calore interiore che eguaglierebbe l'esteriore. Perché dentro sono freddo, sterile, amaro. Penso che certi pensieri si limitino ad una cerchia troppo estesa che definisco "coattelli/truzzi/cretini/2enni", ma in realtà ora mi sento come in bisogno di ricevere quell'amore che non so neanche se esista. Ho voglia di vivere una favola che si tramuti come al solito in dispiacere, ma comunque favola. Non ho mai avuto nessuno accanto, mai sperimentato anche la semplice esperienza di uscire, passeggiare, mangiare, ridere, persino discutere, con qualcuno che fosse "mio".
Sono abituato a stare da solo, anzi, quando mi si presenta l'occasione di poter iniziare qualcosa di più impegnativo, ma molto più soddisfacente (credo), mi tiro indietro, mi accorgo dei difetti (per me) che ho già individuato nell'altro e mi dico: "Se già ne hai trovato i difetti e non sei estasiato anche da quelli tanto da quasi adorarli, ne vale la pena?".
Mi propongo continuamente di nutrirmi di tutto ciò che possa sperimentare in determinate, svariate circostanze, ma quel che sperimentano (soggettivamente, immagino) quasi tutti coloro che mi circondano, io non posso averlo. Perché non ci riesco, perché è così e basta, perché non devo dover dare spiegazioni, ma è così. Non so lasciarmi andare in quel senso forse? Ho incontrato le persone sbagliate i primi mesi che mi sono affacciato a questa realtà? Ho il timore di concedermi con chi non penso sia interessato? ma poi non voglio concedermi una seconda volta? 

Io non volevo tutto questo per me e, prima che pensiate che basti essere forti e "combattere", non c'è nulla da fare. Forse solo aspettare, perché non c'è da intervenire quando si è aridi. 
Sono solo

sabato 6 luglio 2013

Perché io sono anche voi e voi, probabilmente, siete anche me.

A volte dimentico per quale motivo ho aperto questo blog, altre mi dispiace non ricordare tutto quel che penso di voler scrivere. L'intenzione era quella di potermi aprire a me stesso più che agli altri. Leggermi e comprendere dopo qualche tempo quali potessero essere i miei problemi reali. Ovviamente ora che mi rimetto a scrivere da ispirato devo cenare, ma eccomi di nuovo qui, preso però da "Pretty Little Liars", mi odio. Volevo scrivere molto, vedrò dopo.
In realtà mi viene da scrivere di come mi stia trattenendo, in attesa della realtà che mi aspetto a Milano. La mia è una delusione generale, ma non mi va di affrontare la questione, semplicemente non ho voglia di far nulla perché non ho fiducia, né speranza. Direi che l'unica soluzione che vedo consiste nello spostarmi da qui e nello scoprire, una volta che starò da solo, cosa può aspettarmi.