sabato 9 novembre 2013

Alla fine, cosa cambia?

Non sono uno scrittore, anche se letteralmente potrei definirmici nell'atto di scrivere, quindi non so quel che verrà fuori, so solo che dopo tanto tempo forse ho voglia di scrivere, voglia di sfogarmi, voglia di piangermi addosso, voglia di giustificarmi, voglia di distinguermi, voglia di emergere. Come sempre. Non mi sento monotono, semplicemente incompreso. Voglio far leggere a te questo solo perché so che forse puoi capire, perché so che ti piace riempirmi di complimenti, perché qualche riga per te non sarà una confessione d'amore, ma una richiesta d'aiuto, al massimo. Il post non nasce come "lettera a te", ma mentre ho iniziato a scrivere ti ho pensato e quindi ti dedico questo spazio. Per gli altri che leggeranno non cambierà nulla, magari potreste imparare anche voi a conoscermi per più di quel che sembro, di quel che gli altri vogliono sempre farmi sembrare.

Sto ascoltando una canzone, che potrebbe risultare odiosa per il genere, per il cantante, per il video, ma mi auguro non per il testo (tranquilli non tirerò fuori qualche pezzo di Britney spacciandolo per "la canzone della mia vita" come fa quel bono su fb che magari è un cretino e io che ancora lo adoro solo per due minchiate che sa scrivere e le foto col suo cane simil-malaticcio). Certo non è una canzone di Lucio Battisti, De André, non è una poesia, ma racconta in molte parti quel che sento io troppo spesso. Forse sentirsi pedine di un gioco crudele che non si riesce a giostrare non significa per forza che si sia nel giusto. Ma cos'è il giusto? O lo sbagliato? Penso spesso che tutto sia relativo (sì, ora vi scrivo il titolo della canzone, anzi, ve la posto proprio qui sotto),



che le poche azioni da non doversi permettere di compiere siano solo il procurare forte dolore, uccidere, uccidersi... la rovina insomma. Se poi ci si aggiunga l'ingrediente del volersi bene non ci si dovrebbe rovinare in nessun modo. Io non ci riesco, anzi, sono proprio esperto nel mettermi i bastoni fra le ruote (?). La mente guida tutto, conduce a troppi fermi che non riesco a "smuovere".
La canzone mi rispecchia, come magari rispecchia molti altri, proprio perché l'intenzione parte come buona, positiva, ottimista. Ma guardate cosa ne è rimasto delle mie buone intenzioni, guardate come si rimane sempre fregati, incolpati, pieni di dolore, quando qualcun altro recita per noi la parte del sofferente, macchiandoci di insulti e menzogne che la massa riconosce e alimenta.
Sono solo stufo, non riesco più a far qualcosa perché senta il dovere di dimostrare agli altri. A me ho già dimostrato molto, tenendomi in vita. Apparirà drammatico, tragico, ma è così.
Sono stato al popstarz ieri notte, sono stato mediamente bene, ma ero con una persona con cui purtroppo proprio non mi riesco a trovare. Mi chiedo sempre quando arriverà la persona giusta, la persona per me, pur sapendo che non ci sarà. In realtà mi basterebbe ogni tanto sapere di avere qualcuno che mi comprenda: tutto ciò va aldilà del semplice fidanzatino, del compagno con cui condividere bei momenti. In realtà vorrei qualcuno che sappia capirmi, accompagnarmi, insegnarmi, guidarmi nella maniera più appropriata. Il che non implica una mia debolezza nel senso di "prendere coscienza di sé e di essere comunque un cervello a sé stante", ma solo la voglia di non vedersi frainteso, detestato senza motivo, etichettato come poco credibile, considerato una troia, criticato da quel pelato osceno che dovrebbe essere laureato (e non in medicina, ma in qualcosa che coinvolge e, si spera, travolge tutti i sensi, le menti, le anime), insultato alle spalle dalle persone che si sono considerate le più strette. In realtà mi fate tutti schifo, l'orrore che sento quando penso a chiunque supera di gran lunga la mia voglia di trovare qualcuno da non detestare o disgustare. Questo ovviamente è la conseguenza, altrimenti sarebbe facilmente motivabile il perché delle reazioni altrui nei miei confronti.

Mi sono fermato, ho ascoltato altre canzoni. Mi fermo sempre.

Cosa si fa quando si è fermi? O quando si crede di esserlo? Sembro più triste di quel che sono probabilmente. Non so cosa voglio, so solo quel che non voglio e non faccio molto per evitarlo, comunque.

Ora smetto, magari riprendo a scrivere qualcos'altro più in là.

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