martedì 15 aprile 2014

Chi merita

Avrei tanto da scrivere. Sto ascoltando Lykke Li, "I Never Learn", è vero. Riesce a vedere la musica, non cambia. Riesce sempre a stimolare il pianto, lo sfogo. Non imparo mai.


Ieri ho letto un articolo su quanto il mondo, la società, in realtà esigano sempre qualcosa da noi. Su quel che non vorremmo mai sentirci dire. Noi siamo inutili se solo pieni di alta spiritualità e bontà. A nessuno importerà delle nostre qualità, se non saranno utili a qualcuno. Potremmo pensare "a livello psicologico potremmo comunque confortare gli altri", di conforto si campa? Perché l'essere umano dev'essere così debole? Perché non bastano consapevolezza e accettazione di sé per campare? Per continuare questo tragitto, che ogni giorno mi stufa di più? Non era questo che volevo scrivere, condividere. Non so perché ormai non riesca più a esprimermi come voglio. Buttarmi in qualcosa che mi piace. Buttarmi. Mi rimbomba nel cranio il verbo. "Lo sto facendo", mi dico, lo sto facendo... Vi siete mai chiesti a chi importa? A chi davvero passa qualcosa di voi? A chi nasce un sorriso esplorando l'immensità altrui? Mi sento come estraneo alla mia vita, quando osservo quel che accade, chi incontro, chi mi osserva. Mi piaceva un tempo, forse mi piace tuttora. Chi ne giova, però? Io no, voi no. Nessuno. Eppure resto qui a non entrare nei miei movimenti, a cercare di dare impulsi che fisicamente si generano, sì. Fisicamente. Assorbo la cattiveria, la somatizzo, raccolgo i frutti del male che seminate ogni giorno. Ne soffro come una bestia e la gente esige altro, non basta lo schifo che provo, non basta la serenità che riesco ad assaporare in quegli sprazzi tra le nuvole attraverso cui sfrecciano i raggi di sole. Come dopo la pioggia. Non mi improvviso poeta, scrivo quel che penso, non cerco riconoscimenti, oggi. Oggi no, perché ormai ho capito. Rinunciatario. Sembro. Sono?
Chi ci conosce davvero? Chi non si sente protagonista delle mie parole? Ho scritto belle frasi di recente. Vorrei riportare qualche conversazione che ho sostenuto con diversi soggetti. Una mia amica strettissima, un ragazzo random di cui non ricordo il nome, ma le parole. Altro forse.


(decontestualizzate, immergetevi, qui la richiesta d'aiuto era l'ennesima e la mia "risposta" prolissa necessaria)